Il governo sembra intenzionato ad accelerare sulla privatizzazione di Poste Italiane. È quanto emerge da indiscrezioni di stampa che sono state in parte confermate da alcune dichiarazioni di Antonio Catricalà, viceministro allo Sviluppo economico, secondo il quale la quotazione in Borsa di Poste Italiane è plausibile entro l’anno.
Sarebbe già pronto un piano operativo dettagliato. Sul mercato andrebbe una quota del 30-40% di Poste Italiane: di questa, la parte più consistente (50%-60%) sarà proposta a investitori istituzionali (circa il 50-60%). Mentre una parte minoritaria, 2-5%, sarà destinata invece ai dipendenti a titolo gratuito. Il resto sarà venduto alla clientela retail attraverso i 14 mila uffici postali.
Il valore dell’operazione è stimato in circa 5 miliardi di euro. Il ministero dell’Economia conserverebbe comunque la maggioranza del gruppo. La parte più appetibile di Poste Italiane oggi è rappresentata dalla raccolta e dalla gestione del risparmio, attraverso i buoni fruttiferi e i libretti.