Investimenti: ecco quali sono i canali preferiti dai family office

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Quando si tratta di soldi, guadagni e investimenti, le persone ricche hanno sempre molto da insegnare. Ubs e Campden Wealth si sono chiesti quali fossero oggi i canali e i mezzi preferiti dalle persone più facoltose al mondo per investire e hanno così condotto un’indagine sui cosiddetti “family office”, le società e gli enti privati che si occupano proprio di gestire il denaro di chi possiede un patrimonio considerevole. Sono stati coinvolti complessivamente 311 family office sparsi in tutto il mondo (il 40% in Europa), con un patrimonio medio gestito di 1,1 miliardi di dollari. Che cosa ne è emerso? Che la forma di investimento preferita rimane ancora il mercato azionario, cui in media è destinato il 28% di ogni portafoglio. Si tratta di una percentuale in crescita: l’anno precedente era il 4,3% in meno. I mercati più gettonati sono quelli sviluppati, che assorbono il 22% dei capitali, mentre quelli in via di sviluppo sono fermi al 6%. In entrambi i casi, la scelta è stata vincente: nel 2017 i mercati sviluppati e quelli in via di sviluppo hanno generato, rispettivamente, un rendimento del 23% e del 38%.

Calano gli investimenti negli hedge fund

Dopo i mercati azionari, in seconda posizione troviamo il private equity, che rimane un canale di investimenti molto apprezzato dai ricchi, che vi riversano il 22% del loro patrimonio, il 3,8% in più del 2017. Come dar loro torto? Il rendimento medio di quest’area è stato del 18%, in rialzo rispetto al 13% dell’anno precedente.
Seguono gli immobili, settore cui è destinato il 17% dei portafogli di investimento dei family office. I più gettonati sono gli immobili europei (23%), seguiti da quelli dell’Asia pacifica (18%) e del Nord America (13%). In terza posizione gli hedge fund, la cui allocazione però è scesa per il terzo anno consecutivo: oggi assorbono il 5,7% degli investimenti dei ricchi, ben il 3,2% in meno di un anno fa. Per quali ragioni continuano a calare? Essenzialmente per le commissioni relativamente care e la performance deludente.
Infine, ci sono le obbligazioni, che accolgono il 16% del budget destinato agli investimenti. Il 24% del portafoglio obbligazionario è stato investito nei mercati emergenti del Sudamerica, dell’Africa e del Medio Oriente.