Il Pil dell’Europa torna a crescere. L’Italia è divisa a metà

L’Europa sta finalmente recuperando terreno. Nella maggior parte degli Stati per cui sono disponibili i dati Eurostat, infatti, il prodotto interno lordo pro capite è tornato a superare il valore registrato nel 2008, anno in cui è iniziata la crisi. Anche in Italia, ma non in tutte le regioni. Se nella provincia autonoma di Bolzano il Pil pro capite è aumentato del 12,8% e in Veneto dell’8,4%, nel Molise è diminuito del 7% e in Umbria del 6,8%. La media nazionale, però, è positiva: nel complesso solo cinque regioni hanno fatto registrare un calo (insieme a Molise e Umbria, il Lazio, la Sicilia e la Valle d’Aosta). A livello europeo, il dato migliore è quello dell’Irlanda del sud, che raggiunge un vero e proprio record: in dieci anni, il reddito è passato da 39 a 75mila euro pro capite, per un vertiginoso +89%. Molto bene anche Malta, con un incremento del 61%, e lo Yugoiztochen, regione sud orientale della Bulgaria, dove la crescita è stata del 59%. In generale, sta facendo molto bene l’economia di tutto l’est europeo: 7 su 10 dei Paesi che hanno registrato la crescita maggiore fanno riferimento a realtà dell’ex patto di Varsavia. C’è da dire però che in quella zona il livello di partenza era molto basso.

Fanno registrare un ottimo incremento anche molti land tedeschi e, sebbene in modo più contenuto, diverse regioni tedesche e spagnole. Male, invece, la Grecia: le regioni elleniche occupano tutte gli ultimi posti della classifica. A fare peggio di tutti sono le isole dell’Egeo settentrionale che, con un calo del Pil pro capite del 31,7%, fanno registrare il record negativo assoluto.