Non solo Magneti Marelli: i brand del made in Italy finiti all’estero

© Getty Images

Magneti Marelli non è che l’ultima di una lunga serie. Le aziende italiane, infatti, appaiono sempre più appetibili agli occhi degli investitori esteri. Se la multinazionale italiana specializzata nella fornitura di prodotti e sistemi ad alta tecnologia è stata ceduta da Fca alla giapponese Calsonic Kansei, molte altre rappresentanti del made in Italy sono finite nelle mani di gruppi sparsi in tutto il globo. Per quanto riguarda il comparto del lusso, il marchio d’eccellenza Lvmh, titolare di Loro Piana (nel 2013) e di Bulgari (nel 2011), è stato acquisito dal fondo francese Kering, che ha acquistato anche Gucci, Bottega Veneta, Pomellato, Dodo, Sergio Rossi, Brioni e Richard Ginori. Valentino, invece, ormai da sei anni è passato nelle mani di Mayhoola Investments (Qatar), mentre Krizia è diventata della Marisfrolg Fashion Co, azienda leader nel mercato asiatico. La prima maison a essere ceduta, comunque, è stata Italia Fiorucci: nel 1990 è stata rilevata dalla Edwin International, società giapponese di abbigliamento con otto marchi di proprietà e sei in licenza, tra cui Lee, Wrangler e Avirex. E, ancora, La Rinascente è della thailandese Central Group of Companies, Gianfranco Ferrè di Paris Group (Dubai) e Versace è stata ceduta poche settimane fa al gruppo statunitense Micheal Kors.

Il made in Italy conquista tutti i settori

La vendita di brand del made in Italy ad attori stranieri non risparmia nemmeno gli altri settori. Nel campo delle telecomunicazioni, Vivendi è primo azionista di Telecom Italia e azionista forte di Mediaset. Wind, invece, è passata nelle mani della russa VimpelCom. Spostandoci all’alimentare, a fare la parte del leone sono gli svizzeri della Nestlè, oggi proprietari del marchio italiano Italgel (Gelati Motta, Antica Gelateria del Corso, La Valle degli Orti), di surgelati e salse Buitoni e dell’acqua minerale Sanpellegrino e controllate (Levissima, Recoaro, Vera e Panna). Galbani, Locatelli, Invernizzi, Parmalat e Cademartori, invece, sono stati acquisiti da Lactalis, il “re” del Camembert, mentre gli oli Cirio-Bertolli sono della spagnola Deoleo, titolare anche di Carapelli, Sasso e Friol. Eridania Italia, società leader nel settore zucchero italiano, è finita invece in Francia. Le caramelle Sperlari sono entrate a far parte del gruppo tedesco Katjes International e Star, proprietaria di diversi marchi come Pummarò, Sogni d’oro, GranRagù Star, Orzo Bimbo, Risochef, Mellin, è stata acquistata dalla spagnola Gallina Blanca del Gruppo Agrolimen.