Evasione: per l'Italia un costo da 100 miliardi l’anno

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Tra mancate entrate tributarie e mancate entrate contributive, l’Italia perde più di 100 miliardi di euro all’anno. L’evasione continua, dunque, a costare molto cara al nostro Paese, nonostante negli ultimi anni i controlli si siano intensificati. Secondo il Rapporto sul contrasto all’evasione fiscale allegato alla Nadef, nel triennio 2014-2016, il media il gap complessivo fra il gettito teorico e quello effettivo è stato pari a circa 109,7 miliardi di euro, di cui 98,3 miliardi di mancate entrate tributarie e 11,4 miliardi di mancate entrate contributive: quasi due miliardi in più rispetto ai 107,354 miliardi del 2015.

La propensione all’evasione è passata dal 31% del 2016 al 31,1% del 2017, al netto del lavoro dipendente, principalmente per colpa di Irpef e Tasi. Il valore è stato particolarmente elevato per il lavoro autonomo e le imprese, che nel 2017 hanno fatto registrare una propensione all’evasione pari a al 69,6% (68% nel2016). Male anche l’Iva, con un 27,4% di evasione, dovuta principalmente all’omessa fatturazione. C’è però una buona notizia: i mancati introiti legati alle entrate tributarie sono diminuiti di 4,6 miliardi di euro, passando da circa 95,4 miliardi del 2014 a circa 90,8 miliardi del 2017. “In generale, nel 2017 emerge una riduzione del gap rispetto al 2016 per l’IRAP, le locazioni, l’IMU e la TASI. Per tutte le altre tipologie di imposte considerate si registra un incremento del gap rispetto al 2016” si legge nel rapporto.