angela merkel elezioni federali tedesche 2017

Angela Merkel durante un dibattito con il candidato rivale Martin Schultz © Getty Images

Rassegnatevi, ha vinto ancora lei. Le elezioni federali tedesche incoronano Angela Merkel cancelliera per la quarta volta. E non potrebbe essere altrimenti visto l'ottimo stato di salute dell'economia della Germania sotto il suo regno. Ma non basta, perché c'è anche in Germania l'emergere del malumore degli elettori. L’Unione cristiano-democratica (Cdu) scende al 32% dei sondaggi, crolla invece il partito socialdemocratico (Spd) dello sfidante Martin Schulz, fermo attorno al 20% dei consensi: «La Grosse Koalition è finita», annuncia Schulz. Chi sta vicino ad Angela viene risucchiato.

Elezioni federali tedesche: ecco il regno di Angela IV

Anche perché l'ex presidente del Parlamento europeo condivideva con Angela la visione sull'integrazione dell'Europa, da rilanciare al più presto. Tuttavia, proprio le politiche oltranziste tedesche, per esempio sul tema del rigore, ad alimentare il sentimento anti-Ue nei 28 Paesi. I partiti contrari all'Europa e all'euro sono cresciuti un po' dappertutto: e lo dimostra l'affermazione dei populisti dell'Afd che diventano il diventare il terzo partito con il 12% ed entrano per la prima volta nel Bundestag.

«Non dobbiamo tanto girarci intorno. Speravamo in un risultato migliore, mi sembra chiaro, ma non dobbiamo dimenticare che dietro di noi c'è stato un periodo importante e di sfida. Abbiamo comunque raggiunto gli obiettivi strategici, siamo il più forte partito come Cdu/Csu e noi dovremo formare un governo. Dopo 12 anni di responsabilità di governo non era così evidente che saremmo stati la prima forza», è il commento della Merkel che dovrà cercare alleanza con verdi e liberali per poter governare.

Quale Europa dopo i risultati delle elezioni tedesche?

 In un momento delicatissimo dal punto di vista della politica estera, dalle tensioni con la Corea del Nord all'allontanamento progressivo della Turchia dal mondo occidentale, la priorità sembra proprio quella di dare nuovo slancio alle politiche comunitarie. Sui migranti l'integrazione ha fallito, così come nel rintuzzare le spinte isolazioniste della Brexit. Un po' in tutta Europa sono cresciuti nuovi sentimenti, da En Marche di Macron in Francia a Podemos, in quella Spagna che vive la rabbia crescente della Catalogna dopo gli arresti per ostacolare il referendum sull'indipendenza. 

La Germania di Angela IV che doveva tenere il timone dritto sull'Europa, dopo anni di intransigenza, parte con la retromarcia: «Abbiamo un nuovo compito, far tornare gli elettori che hanno votato per l'Afd. Faremo una accurata analisi: vogliamo che quegli elettori tornino a noi», dice la cancelliera al milione di votanti travasato all'estrema destra. Come? Partendo da una clamorosa retromarcia: «Combatteremo l'immigrazione illegale».