Giovanni Lamioni

Giovanni Lamioni

Tre giorni tra Morellino di Scansano e Bianco di Pitigliano, Capalbio e Montecucco, Monteregio di Massa Marittima, Parrini, Sovana e numerose altre ricchezze enologiche del grossetano: è Maremma Wine Shire, il salone dei vini della Maremma toscana – ideato e promosso dalla Camera di commercio di Grosseto, in collaborazione con GrossetoFiere e con il sostegno di Banca della Maremma – che dal 21 al 23 maggio torna per la seconda edizione al centro fieristico di Braccagni a Grosseto. Un’occasione di incontro tra oltre 170 aziende e gli appassionati, gli importatori, i buyer nazionali ed internazionali, gli operatori del settore e gli opinion leader che potranno degustare oltre mille vini e, volendo, portarsi a casa i loro preferiti acquistandoli direttamente dai produttori.
L’idea è quella di promuovere e valorizzare il territorio maremmano secondo le proprie potenzialità sfruttando il suo patrimonio enogastronomico, non semplicemente facendo conoscere la sua realtà produttiva al mondo ma portando quello stesso mondo direttamente in Maremma. "Con queste iniziative - ha dichiarato Giovanni Lamioni, presidente della Camera di commercio di Grosseto - si vuole comunicare e far vivere a un pubblico ampio la ricchezza di una terra unica, in grado di regalare vini di elevato livello qualitativo ed un patrimonio agricolo, paesaggistico e culturale di rara bellezza".
Ma il progetto non si ferma qui. Nel calendarioè in programma la prima edizione di Maremma Food Shire, una fiera dedicata al comparto dell'agroalimentare che si svolgerà sempre al centro fieristico del Madonnino, a Braccagni, il prossimo autunno. In più l’ambizione è anche quella di esportare oltreoceano, a New York, il format Maremma Wine Shire. "Ad oggi - ha aggiunto il presidente Lamioni - il settore vitivinicolo della Maremma rappresenta un potenziale ancora inespresso e tutto da scoprire. In particolare, il vino ricopre una centralità assoluta e rappresenta il punto di partenza di una realtà produttiva variegata e straordinaria. Per questo motivo, esiste uno stretto legame tra le rappresentanze del mondo del vino e dell’agricoltura, che ha fatto emergere un tessuto imprenditoriale vivace e fortemente attivo, in una logica di confronto costruttivo e continuo".