Un dipendente su quattro vuole cambiare lavoro

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Un nuovo studio dell’IBM Institute for Business Value (IBV) ha rilevato che più di 1 persona su 4 (28%), a livello globale, intende cambiare posto di lavoro nel 2021. Nonostante la crisi economica abbia determinato la perdita di 255 milioni di impieghi nel 2020*, lo studio dimostra che, ora più che mai, i lavoratori sono alla ricerca di nuove opportunità di occupazione e di crescita professionale anche a causa degli sconvolgimenti causati dalla pandemia Covid-19. Le ragioni principali di questa scelta sono, infatti, la necessità di un programma o di un luogo di lavoro più flessibili, di maggiori benefit e di supporto per il proprio benessere. Lo studio, condotto su oltre 14 mila persone in tutto il mondo, ha inoltre rilevato che anche chi ha cambiato lavoro nel 2020 potrebbe essere comunque alla ricerca di nuove opportunità nel 2021. Secondo l'indagine, ben un dipendente su 5 ha già cambiato volontariamente lavoro lo scorso anno, e le fasce di età che più si sono messe in gioco sono Generazione Z (33%) e Millennial (25%).
“La pandemia causata dal Covid-19 ha cambiato in modo significativo le aspettative dei dipendenti nei confronti dei loro datori di lavoro: per questo motivo, i manager devono iniziare ad adottare un approccio più empatico e personale per attrarre e trattenere i talenti, in particolar modo se si parla di candidati della Gen Z e Millenial, generazioni maggiormente disposte a cambiare volontariamente lavoro”, ha affermato Amy Wright, Managing Partner IBM Talent & Transformation. “Tra le possibili soluzioni da implementare, lo sviluppo di piani di apprendimento su misura e percorsi di carriera personalizzati, la promozione di culture inclusive e flessibili, e l’eliminazione di pregiudizi, grazie anche all’aiuto di tecnologie come l’intelligenza artificiale”.

Alla ricerca di work-life balance e opportunità di carriera

L’equilibrio tra lavoro e vita privata e le opportunità di avanzamento di carriera sono in cima alla lista delle necessità che gli intervistati ritengono importanti. Più del 40% di essi ha sottolineato che l’etica e i valori del datore di lavoro sono importanti per motivarli e farli sentire parte di un gruppo, mentre il 36% ha affermato di apprezzare le opportunità di apprendimento continuo.

Competenze: divario di percezione tra datori di lavoro e dipendenti

In merito alla questione dell'apprendimento e delle competenze, è particolarmente interessante ricordare uno studio IBV del 2019 sul divario globale di competenze, secondo il quale il 45% delle organizzazioni intervistate ha dichiarato di non riuscire a trovare le competenze di cui ha bisogno. La ricerca appena pubblicata dimostra invece una maggiore fiducia da parte dei lavoratori, con l’87% dei dipendenti che ritiene di avere già le competenze necessarie per raggiungere i propri obiettivi nel 2021. Nonostante questa fiducia, però, la maggior parte dei dipendenti sta ancora pianificando di intraprendere percorsi di apprendimento che aumentino le competenze per il futuro. 

  • Il 58% degli intervistati ha dichiarato di voler seguire corsi di formazione continua quest’anno, per lo più online.
  • Il 25% ha indicato riqualificazione o miglioramento delle competenze come obiettivi principali per il 2021, inclusa l’iscrizione a un corso di laurea o certificazione.
  • Circa il 30% degli intervistati della GenZ e il 30% dei Millenial ha dichiarato che si iscriverà a un corso di laurea o certificazione, rappresentando le fasce d’età con le percentuali più alte tra quelle intervistate.
  • Più di 1 intervistato su 4 della Generazione Z afferma che perseguirà un’opportunità di apprendistato, rappresentando la generazione più disposta a intraprendere questo percorso rispetto alle altre.

Per andare incontro a questa esigenza e contribuire a colmare il divario di competenze, Ibm ha quindi lanciato SkillsBuild, un programma di studio online gratuito e aperto a tutti che offre possibilità di apprendimento professionale e tecnico a chi è alla ricerca di un lavoro. In Italia, la piattaforma è stata attivata il 1° settembre 2020, e al 31 dicembre 2020 ha rilevato 1.300 registrati che hanno effettuato corsi live online, 180 webinar sui temi del digitale e oltre 200 corsi di aggiornamento professionale, pari a un migliaio di ore di apprendimento pro capite, gratuiti, in italiano e inglese. Su 1.300 partecipanti italiani, il 56% è donna.

*Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel 2020 l’8.8% delle ore di lavoro a livello globale è andato perso rispetto al quarto trimestre del 2019, pari a 255 milioni di posti di lavoro a tempo pieno.