Ocse: Italia dietro solo a Grecia, Spagna e Turchia per insicurezza lavoro

Siamo davanti solo a Grecia, Spagna e Turchia. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, l’Italia è messa davvero male. A dirlo il rapporto sulle prospettive 2018 sull’occupazione dell’Ocse, secondo cui la nostra Penisola è “al di sotto della media Ocse in tutti gli indicatori, tranne per quanto riguarda la qualità del reddito da lavoro”. In particolare, preoccupa il livello di insicurezza, ossia la probabilità di perdere il posto e restare senza reddito: è il quarto più altro fra tutti i Paesi Ocse. Colpa soprattutto del tasso di disoccupazione, ancora elevato (all’11,2% ad aprile 2018: il terzo più alto tra i paesi dell’Ocse e 4,6 punti percentuali sopra il livello del 2008) e l’incidenza di contratti a termine.

L’insicurezza del mercato del lavoro non è l’unico problema

All’insicurezza del mercato del lavoro, si aggiunge un sistema delle politiche di supporto e soprattutto di reinserimento al lavoro ancora molto carente.
C’è, tuttavia, una nota positiva: il mercato del lavoro nel nostro Paese, seppur lentamente, è migliorato negli ultimi anni. Basti pensare che l’occupazione dei cittadini tra i 15 e i 74 anni è aumentata di 2,3 punti percentuali dal livello più basso nel 2013, arrivando a quota  50,9%: è simile, dunque, alla situazione pre-crisi (quando era al 51%). “E le proiezioni Ocse suggeriscono che la tendenza positiva continuerà nei prossimi due anni” si legge nel rapporto.