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Pubblicità gratuita, versione professionale delle principali app della piattaforma, funzionalità avanzate di interazione con le mappe, senza contare le potenzialità legate al canale YouTube: è Google for nonprofits, ossia utili strumenti di lavoro e opportunità di pubblicizzarsi e raccogliere fondi offerti da Mountain View alle onlus a costo zero. Certo, se negli Stati Uniti tutto questo è realtà ormai da tempo, nel nostro Paese solo alcuni punti del programma sono già attivi.
«Mi hanno confermato di recente che è prevista l’implementazione al completo anche nel nostro Paese», spiega a Business People  Gianpaolo Lorusso, specialista di Web marketing e usabilità, che ha da poco tenuto un workshop sul tema al Festival del Fundraising. «Non hanno saputo indicarmi tempi certi in proposito. Certo per loro non è una priorità, ma credo comunque che ormai sia questione di poco». Nel frattempo si possono iniziare a sfruttare i servizi già disponibili. Ecco quali.

PUBBLICITÀ’ SÌ, SPESE NO
Già attivo anche in Italia, Google Grants non è altro che la versione non profit di AdWords, lo strumento per la pubblicità on line di Google. Garantisce un budget giornaliero di 329 dollari (poco più di 250 euro, ndr ), ossia circa 10 mila dollari al mese (quasi 8 mila euro, ndr ), per promuovere le proprie iniziative. Per poter accedere le organizzazioni devono essere iscritte all’apposito albo del Ministero delle Finanze. Inoltre è naturalmente obbligatorio promuovere con il proprio account solo parole chiave e annunci basati su una missione, ossia attività 100% non profit.
Ma il programma non finisce qui. «Se si raggiungono stabilmente i limiti quotidiani, è possibile fare richiesta per ottenere un account ancora più vantaggioso, il cui limite mensile raggiunge i 45 mila dollari (quasi 35 mila euro, ndr) di pubblicità gratuita», spiega Lorusso. «I criteri di concessione a questo proposito non sono ufficialmente noti, credo che valutino da caso a caso, ma immagino che contino fattori come l’utilizzo del mezzo nei mesi precedenti o la notorietà dell’associazione».

MAPPE SENZA CONFINI
«Google Earth Outreach mette a disposizione moltissime funzionalità avanzate legate alle mappe, sia quelle satellitari sia quelle più tradizionali vettoriali», chiarisce l’esperto. Difficile elencarli tutti, ma si tratta di strumenti utili per sensibilizzare il pubblico sulle proprie iniziative – come hanno fatto, per esempio, Wwf ed Eyes on the Forest rilasciando le mappe delle deforestazioni in Sumatra – ma anche per lavorare in modo efficiente: «Per dare un’idea, sfruttando funzionalità di geolocalizzazione legate a segnali Gps si può avere sotto controllo la posizione di tutte le squadre della onlus in una certa zona». In tempo reale.

YOUTUBE, SIAMO SOLO ALL’INIZIO
È invece solo parzialmente attiva – «ma ha delle grandissime potenzialità per le non profit», sottolinea Lorusso – l’offerta relativa al canale YouTube. Se al momento, infatti, è possibile essenzialmente trasmettere filmati in streaming dal vivo, utilizzare annotazioni sui video o anche link diretti a siti esterni, cosa altrimenti concessa solo ai partner e agli investitori pubblicitari a pagamento.
Ma ancor più interessante è l’opportunità – per ora attiva solo in Usa e Regno Unito – di mettere a disposizione degli spettatori, all’interno del canale, un pulsante di donazione per contribuire alla causa direttamente, tramite il sistema di pagamento on line del portale, chiamato Google Wallet.

IN ATTESA DELLE APP
Infine, non è purtroppo ancora disponibile in Italia, ma si rivelerà molto vantaggioso, Google Apps for nonprofits che – per il momento solo in Usa – mette a disposizione gratuitamente le versioni premium di prodotti utili a rendere più semplice ed efficace il lavoro dei volontari. Da Gmail a Google Calendar fino a 30 Gb di spazio cloud.

SEMPRE AGGIORNATI
Al terzo settore tricolore non resta quindi che sfruttare al massimo le già buone possibilità offerte nell’attesa che il programma venga implementato al 100% anche nel nostro Paese. A meno che non abbiano una onlus referente in Stati Uniti, Canada o uno degli altri Stati in cui questi sono già attivi. Per avere informazioni più approfondite e tenere sotto controllo la diffusione dei servizi nel mondo, c’è il comodo Help Center del motore di ricerca: support.google.com/nonprofits. Sempre aggiornato sulle ultime novità.

E NON DIMENTICATE…
Google+
Da Mountain View tengono la cosa un po’ in secondo piano, ma anche Google+, il social network di Google, sta sviluppando facilitazioni specifiche per il mondo non profit. «Negli Stati Uniti, quando si cerca il nome di una onlus, nella parte destra del motore di ricerca compaiono i dati presenti nella sua pagina di Google+», spiega Gianpaolo Lorusso. «Credo sia questione di mesi, se non addirittura di giorni, perché tale funzione arrivi anche in Italia. Per questo consiglio alle associazioni non profit di aprire subito, se non ce l’hanno ancora, una pagina sul social network, che sarà per loro molto utile a livello di visibilità sui motori di ricerca». E non dimenticate di sfruttare a pieno le potenzialità di Google Analytics, gratuito per tutti (ma non per questo meno utile), per capire come gli utenti trovano il vostro sito, in quale pagine spendono più tempo e molto altro.

 

Gianpaolo Lorusso

GIANPAOLO LORUSSO. Specialista di Web marketing e usabilità, è stato tra i primi professionisti Internet italiani a essersi interessato ai motori di ricerca già negli anni ‘90. Ha lavorato su progetti Web di alcuni tra i più grandi gruppi aziendali e onlus italiani, prima come responsabile marketing di una tra le maggiori Web agency del Paese e, dal 2008, come libero professionista. Partner certificato di Google AdWords dal 2005, è inoltre responsabile editoriale di Sito-Perfetto.it, ebook condiviso sulla comunicazione Web.