Continua il difficile rapporto fra pubblica amministrazione e italiani

Sebbene in miglioramento rispetto al passato, quello fra i cittadini italiani e la pubblica amministrazione rimane un rapporto ancora complesso. A dirlo l’indagine Vade Retro Robot curata da Agi-Censis, secondo cui la maggioranza dei nostri connazionali crede che la PA funzioni “piuttosto male”. È vero che la quota di chi la pensa così è diminuita rispetto alla rilevazione precedente, ma rimane ancora alta: il 50,8% della popolazione, contro i 52,1 punti percentuale dell’anno prima. Solo il 3,1% pensa che funzioni “molto bene”. Il 33,2% è moderatamente ottimista e sceglie la risposta “piuttosto bene”. Guardando i dati nel loro complesso, si nota che in due anni i giudizi negativi si sono ridotti: se prima erano espressi dai 3/4 dei cittadini, ora riguardano i 2/3 degli italiani. 

La pubblica amministrazione rimane complessa

Una delle aree più critiche nei rapporti con la pubblica amministrazione è quella della digitalizzazione. La spinta in atto da qualche anno verso servizi e procedure digitalizzate è apprezzata solamente da una parte limitata della popolazione: più di un italiano su cinque è insoddisfatto del cambiamento in atto. Quelli che credono che la semplificazione tanto ricercata stia effettivamente avvenendo costituiscono una piccola minoranza, appena il 5,7% dei cittadini. Per il 15% circa della popolazione i cambiamenti avvenuti addirittura sono fonte di ulteriori difficoltà. Non deve stupire, dunque, se per quanto riguarda le interazioni telematiche con la PA siamo fra gli ultimi in Europa: dietro a noi ci sono solo Bulgaria e Romania. Il nostro Paese, con una media del 24% di cittadini che usa i mezzi digitali per comunicare con la pubblica amministrazione, è molto lontano dal 92% dei danesi, dal 71% dei francesi e dal 57% degli spagnoli (il valore medio nell’Unione Europea è del 52%).