Il surf dalla A alla Z

Il deep inside è la sfida dei migliori: ritrovarsi da soli dentro l’incavo dell’onda (© IstockPhoto)

Aloha

Amore, pace e compassione: c’è tutto questo nel saluto hawaiano più famoso al mondo. Aloha è la parola d’ordine dei surfisti, il saluto universale da Rimini alla California. Se dici Aloha sei già del gruppo, anche se non hai mai messo piede sulla tavola.

Beach Boys

Simbolo di una generazione e del mito della California, hanno cantato il surf e le Good vibrations  in decine di milioni di album, da quando è uscito il loro primo disco, nel 1961 all’ultimo concerto di Roma quest’anno. Se canticchi Surfin’ Usa  sei già sull’onda, anche sotto la doccia.

Classic

È il perfetto giorno da surf, quello immortalato nelle cartoline e nello sfondo per il desktop che fa dire ai colleghi, dov’eri? Che posto è? Australia, Maldive o Biarritz non importa: è questione di vento, di onde e di libertà.

Deep inside

Solo i più bravi lo sanno fare e quando riesce è una emozione indescrivibile: siete soltanto voi dentro l’incavo dell’onda, nel profondo blu spumoso che cresce e vi avvolge. Non sperate di farlo a Cesenatico: servono onde altissime come in Sud Africa.

Endless summer

L’estate infinita, quella che si rincorre tutto l’anno: quando arriva settembre, si va dall’altra parte del mondo. È anche il titolo del film di Bruce Brown del 1964, che racconta le vicende di due surfisti in giro per il mondo alla ricerca di onde perfette.

Fuerteventura

L’isola dell’arcipelago delle Canarie è famosa per la sua vita notturna, il bel tempo tutto l’anno e... le onde. Se ancora non siete dei professionisti, qui si impara presto e bene: in tutte le spiagge c’è una scuola di surf.

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© iStockPhoto

Grab rail

Il gesto dei professionisti e uno dei più immortalati nelle foto: si chiama così la manovra per rimanere in equilibrio nei tubi piccoli, quando si afferra la lamina della tavola mentre si surfa un’onda.

Hawaii

Dove tutto è cominciato. Quando? Di preciso nessuno lo sa, ma in alcuni canti hawaiani del ‘400 si parla già di “gare sulle tavole” tra i capi delle varie tribù. Se siete principianti trovate onde facili a Waikiki Beach oppure a Puena Point. I più esperti invece possono sfidare quelle più difficili nei break della barriera corallina, a Pipeline, Off the Wall e Sunset Beach.

Irlanda

I surfer la chiamano le Hawaii d’Europa. Siamo in Irlanda e sulla baia di Donegal le onde raggiungono anche i 15 metri di altezza. Si può surfare su tutta la costa da Ballycastle nella contea di Antrim a Tramore, nella contea di Waterford, ma le onde perfette sono solo quelle dell’Aileen’s break, ai piedi delle scogliere di Moher.

Liguria

Con le sue mareggiate invernali, che generano onde alte più di due metri, la Liguria è uno dei migliori posti per fare surf in Italia. A Recco, Varazze oppure a Bogliasco, dove negli anni ‘80 è iniziato il movimento del surf italiano, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Maldive

Da aprile a ottobre: è questo il periodo migliore per fare surf alle Maldive perché soffiano i Monsoni che alzano onde fino a due metri. Il rischio di non surfare è praticamente pari a zero.

Natural foot 

Non è questione di tecnica ma di stile: chi surfa col piede destro a poppa viene chiamato natural foot, oppure “regular”, mentre chi preferisce il sinistro è un “goofy foot”.

Offshore

È il vento che proviene da terra e soffia verso il largo. In questo modo regolarizza e migliora la forma delle onde. Ma le abbassa.

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Perù

È l’ultima moda dell’estate: fare surf di notte. Dove? A Pampilla Beach, la spiaggia del momento in Sudamerica. Grazie a un impianto di illuminazione da stadio gli appassionati possono cavalcare le onde fino a tarda notte. Il pericolo? Quello di scontrarsi, accecati dai fari che puntano dritto agli occhi.

Quiver

È la “scuderia” di tavole di un surfista, ognuna studiata per un diverso tipo di onde.

Richards Mark

Surfista australiano quattro volte campione del mondo dal 1979 al 1982: un mito. Era il più grande atleta di sempre, poi è arrivato l’americano Robert Kelly Slater, campione del mondo di surf per 11 volte, e gli ha rubato il titolo (e poi è apparso anche in Baywatch , mica da tutti).

Shaka brah

Il saluto con pugno chiuso e pollice e mignolo distesi, che molti conoscono grazie all’ex giocatore del Milan Ronaldinho, in realtà è un gesto da surfista, un modo per dire che va tutto bene. Traduce in gesto ciò che gli hawaiani chiamano l’Aloha Spirit (vedi alla voce: Aloha).

Tomson Shaun

Surfista sudafricano campione del mondo nel 1977, che ha rivoluzionato il modo di surfare nei tubi (vedi alla voce: Deep inside)

Uluwatu

Qui frange una tra le più famose onde sinistre del mondo. Si trova a Bali, in Indonesia, al bordo di una scogliera, e vi si arriva solo con una scala che conduce a una grotta, dove si infrange il mare.

Von Zipper

Pare che gli occhiali del vero surfista, solitario e ribelle, siano solo i californiani Von Zipper (ma vi assicuriamo che non è vero).