Una bottiglia di Doride, bianco dal colore paglierino carico. Al naso ha accenni delicati d’agrume, al palato è morbido, mostra struttura solida e ricca, gran pulizia e persistenza

Una delle missioni che si è data la famiglia De Luca, viticoltori di Melissa (Kr), è quella di riscoprire i vitigni e i nettari che resero la Calabria una terra appetibile già ai tempi degli antichi Ellenici, che in fatto di vini dimostravano ottime conoscenze anche 25 secoli fa. Infatti, la particolare conformazione della maggior parte del territorio calabrese e la sua felice posizione tra mare e montagna fanno sì che si verifichino grosse differenze termiche tra il giorno e la notte. Questo comporta che i grappoli maturano lentamente, raggiungendo in tal modo il pieno sviluppo degli aromi e del gusto. Ed ecco che dal Greco, vitigno autoctono, nella cantina De Luca nasce il Doride, Cirò bianco, uno dei vini simbolo della zona di Crotone e Catanzaro. Così come il Melissa, un rosso ottenuto dal Gaglioppo, altra uva che trae la propria origine dal suolo calabrese.

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