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Partiamo dal Nordovest del Piemonte, la zona che confina con la Valle d’Aosta dove il signore incontrastato è ancora il Nebbiolo, e tra i bianchi la perla è l’Erbaluce di Caluso. Dal Nebbiolo potrete gustare l’elegante e sfaccettato Carema, denominazione già conosciuta nel ‘500, mentre il secondo dà origine all’Erbaluce di Caluso, l’unica Docg di questa zona capace di dar “luce” a tre tipologie ovvero bianco, spumante e passito raggiungendo grandi risultati di recente premiati, come lo spumante Cuvée Gran Riserva di Orsolani e l’Erbaluce Le Chiusure di Camillo Favaro 2012, vino emozionante e intenso con note di pesca, gelsomino, zafferano e una mineralità costante e continua nel palato. Nel Carema, la cui produzione è limitatissima, è quasi impossibile trovare vini che non valga la pena assaggiare ma almeno tenete a mente il riferimento del Carema Etichetta Nera di Ferrando che dimostra come il Nebbiolo anche fuori dalle Langhe possa esprimersi con forza ed eleganza incredibili. Più a Est, sul confine con la Lombardia e con l’Oltrepò pavese, entriamo nella provincia di Alessandria, dove viene coltivata soprattutto l’uva Barbera. La Doc prende il nome di Colli Tortonesi e tra i prodotti più interessanti ci sono le Barbera dei produttori famosi per l’uva bianca di zona, ovvero il Timorasso, capace di grandi espressioni specie in invecchiamento. Tra i nomi più famosi e affidabili spicca il seminale Walter Massa, che è riuscito nell’impresa di far conoscere la zona di Derthona (nome ancestrale di Tortona) proprio per questa uva autoctona e limitatissima. Altri grandi produttori sono La Colombera, Cascina Montagnola, Vigne Marina Coppi, Boveri. Tutti esempi di potenza e freschezza squisite tra note di susina, ginestra, agrumi ed erbe di montagna, un vero e proprio rosso en travesti di bianco.

 

Terra da scoprire, soprattutto in termini di vino è il Monferrato, l’ampia fascia collinare che si estende dalle alture sopra Torino fino ai confini con la Lombardia, con forti escursioni termiche fra estate e inverno, periodi anche di grande siccità e recentemente anche fenomeni atmosferici e pluviali violenti e devastanti. Tra le tante uve messe a dimora spicca la Barbera (la più famosa quella d’Asti), il Ruchè, la Freisa e il Dolcetto che si esprime con eleganza e bevibilità soprattutto a Ovada e tra i bianchi, oltre il “re” Moscato che origina l’Asti, troviamo il Cortese che permette di ottenere il Gavi, tra i vini italiani più famosi all’estero, di recente con il Bruno Broglia 2011 della Tenuta Meirana, presente sul tavolo del G20 a San Pietroburgo ai primi di settembre. Tra i vini che spiccano e riescono spesso a raggiungere i premi più prestigiosi, troviamo Cascina Iuli con la famosa Barbera “Barabba”, il Ruchè Cascina Tavjin (biologico), i vini passionali e sempre molto discussi (in positivo) in Rete di Gianluca Morino, ovvero Cascina Garitina come il cru d’eccezione, introverso e sofisticato Neuvsent, adatto a piatti impegnativi. Se vi siete portati dietro le vostre mazze da golf, non dimenticatevi che Golf e Gavi (il cui consorzio ha appena festeggiato i 20 anni di attività con la bella manifestazione Di Gavi in Gavi ad agosto) si sposano alla grande grazie al campo Colline del Gavi, 18 buche in colline mozzafiato. Qui potrete avere rilassarvi degustando alcuni dei migliori prodotti locali come il cru Monterotondo di Villa Sparina o il Minaia di Nicola Bergaglio dove note di limone, erbe aromatiche e floreale di campo si armonizzano in un contesto minerale e quasi affumicato se si ha la pazienza di lasciarlo invecchiare, cosa che potete fare senza paura: non è raro trovare Gavi di dieci e più anni diventati eccezionalmente complessi e speziati, mantenendo vitalità e succulenza. Difficile trovare di meglio (in bianco) se si vuole abbinare a piatti con profumi intensi e ricercati...