Ambasciatrice mondiale del luxury brand francese per la prima volta nel 2009, l’attrice americana Scarlett Johansson è stata immortalata in scatti chic e glamour come questo per la campagna 2011

Sono passati 270 anni: la lunga storia di Moët & Chandon, champagne sinonimo di eleganza e successo, parte infatti dal 1743, e oggi la Maison produce annualmente più di 24 milioni di bottiglie di champagne. La storia del “vino dall’abito dorato” ha il suo inizio quando Claude Moët, commerciante vinicolo, fonda la Maison a Epernay. Grazie a lui lo champagne diventa il vino preferito dai cortigiani di tutta Europa e Moët il fornitore ufficiale della corte francese. Di lì a poco il prodotto conquista le corti di Germania, Spagna e Russia (sua fan era Madame de Pompadour, che lo definiva «l’unico vino che rende le donne più belle dopo averlo bevuto»). Jean-Rémy Moët, nipote del fondatore, acquista i primi vigneti della Maison. Colto, viaggiatore e poliglotta, grazie a un carattere effervescente come il suo champagne, fu amico di tante personalità (compreso lo zar di Russia e il re Carlo X di Francia) che erano ben felici di essere ricevute a Epernay.

UN TESORO DI NOME CHAMPAGNE

Lo champagne è un vino spumante che prende il nome dalla regione della Champagne, nel Nord-Est della Francia. È uno dei pochi vini ai quali sia stato attribuito un inventore, l’abate benedettino Dom Pierre Pérignon (curiosamente era astemio, ma essendo vegetariano era un eccellente assaggiatore di uve). I vini della Champagne, noti fin dal Medioevo, erano prodotti dai monaci delle molte abbazie locali, che lo usavano come vino da Messa (si trattava di vini fermi, senza spuma, e rossi). Tra le caratteristiche particolari dello champagne, il fatto che la vendemmia viene effettuata manualmente per legge e il vino è mantenuto in pressione nella bottiglia con un tappo a forma di fungo coperto da una capsula metallica (e trattenuto da una gabbietta in fil di ferro chiamata muselet). Per produrlo è autorizzato l’uso di otto vitigni, di cui tre principali: lo Chardonnay, il Pinot Noir e il Pinot Meunier. Viene prodotto secondo il metodo champenoise, che consiste nell’operare una doppia fermentazione del mosto, la prima volta nei tini, la seconda in bottiglia. Può essere bianco o rosé; quello ottenuto da uve a bacca bianca. Nella foto Benoit Gouez, Chef de Cave di Moët & Chandon, tra le “sue” bottiglie.

 

Quando Jean-Rémy Moët va in pensione, nel 1833, lascia in eredità le proprietà a suo figlio Victor e a suo genero Pierre-Gabriel Chandon: la Maison prende il nome di Moët & Chandon. È grazie a Robert-Jean de Vogué che Moët & Chandon approda all’era moderna: il conte è tra i primi a rendersi conto dell’impatto delle public relations. Anche se il connubio prodotto-celebrità era ancora sconosciuto, de Vogué crea correlazioni con le personalità del tempo (il suo amico Maurice Chevalier fu invitato a festeggiare l’uscita di un suo film nelle cantine di Epernay). Negli anni ‘60 l’espansione della Maison continua con la quotazione in Borsa e varie acquisizioni; nel 1968 acquista Christian Dior Parfums e nel 1971 crea la holding Moët-Hennessy con il principale produttore di cognac di Francia. Il 1978 vede la fusione con il Louis Vuitton Group. Per garantire alle generazioni future un ambiente pulito, Moët & Chandon ha scelto di sostenere la causa dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente: negli ultimi quattro anni l’uso degli erbicidi è stato ridotto del 32% e il consumo d’acqua diminuito del 31%.

FORSE NON SAPETE CHE...
» Lo champagne va servito freddo, non ghiacciato, a una temperatura compresa tra i sei e gli otto gradi se è giovane, e fino ai dieci gradi per uno più maturo o millesimato.
» Nella canzone Killer Queen (1974) dei Queen, nel primo verso è citato il Moët & Chandon.
» La popolarità dello champagne ha portato alla nascita di aneddoti e leggende, come il fatto che la forma del bicchiere a coppa in cui veniva servito fosse stata modellata sulla forma del seno di Madame de Pompadour.
» Sabler o sabrer? Con il termine sabler s’intende il bere un bicchiere di champagne tutto d’un fiato, mentre la sabre è la sciabola e sabrer significa dare una sciabolata, con la quale si fa saltare il collo delle bottiglie. Un’antica usanza, oggi più scenografica che altro, tornata di moda.
» Una specialità della Maison sono le limited edition natalizie: bottiglie personalizzate con luccicanti decorazioni di cristallo Swarovski, create presso gli Ateliers Moët, che hanno riscosso grande successo così come le Moët Bubble, contenenti frutta secca da aggiungere allo champagne.

UN ALTRO MODO DI DIRE “CELEBRATION”

Fin dai tempi di Jean-Rémy Moët, la Maison è stata un’antesignana nell’arte della celebration. Tradizioni come stappare una bottiglia dopo una vittoria, battezzare le imbarcazioni con lo champagne e la piramide di flûtes con cascata (un classico dei matrimoni) sono tra le tante consuetudini lanciate dalla Maison per festeggiare. Nel 1936 alla Vanderbilt Cup di New York Nuvolari aprì e bevve direttamente dalla Jéroboam Moët & Chandon che gli fu consegnata assieme al Trofeo. La “shakerata” trionfante (agitare la bottiglia per poi aprirla lasciando uscire le bollicine) è diventata una delle più note espressioni di vittoria. Il primo rito celebrativo risale alla corsa automobilistica 24-ore di Le Mans verso la metà degli anni ‘60, mentre quello legato al battesimo delle imbarcazioni con Moët & Chandon è iniziato nel 1902 con lo yacht Meteor del Kaiser Wilhelm II. Da allora vedere first lady, principesse e stelle in posa vicino alla prua di una barca con una bottiglia di Moët & Chandon in mano è diventata un’immagine usuale. Ed è stato sempre Moët & Chandon a inventare il concetto di villaggi Vip introducendo spazi dedicati alla gastronomia e ai vini in occasione di eventi come le corse dei cavalli o le gare automobilistiche.

AMBASCIATORE D’ECCEZIONE
È il tennista Roger Federer, 17 volte vincitore del Grande Slam, il nuovo ambasciatore del brand. Federer, protagonista della campagna pubblicitaria della Maison. «Impersona una grande generosità e uno stile eccezionale, valori essenziali della nostra Maison fin dall’inizio», dice Stéphane Baschiera, presidente e a.d. di Moët & Chandon. E a celebrare il sodalizio il grande nome del fotografo Patrick Demarchelier che ha firmato i ritratti di Federer. Moët & Chandon è sponsor dei principali tornei internazionali di tennis. Il video che svela Federer nel ruolo di Moët & Chandon Ambassador è sulla pagina YouTube Moet & Chandon, con un brano firmato da Bob Sinclar.

Champagne ufficiale dell’Associazione Professionisti del Tennis (Atp), è presente in tutte delle manifestazioni più importanti del mondo tra cui gli US Open, il Roland Garros, i Bercy Masters,. Dal 1987 Moët & Chandon è stato l’anima di ogni America’s Cup e Louis Vuitton Cup, e alle sue bottiglie spetta il compito di varare barche leggendarie e di rendere indimenticabili i brindisi alle vittorie di skipper famosi e dei loro equipaggi.

LE ETICHETTE DELLA CASA

Molti sono gli champagne entrati nel cuore degli appassionati di Moët & Chandon, ma pochi sono i quelli espressamente dedicati ai cultori della Maison. Napoleone era un conoscitore del buon vino prodotto dal suo grande amico Jean-Remy Moët; ora noto come Moët & Chandon Impérial, proprio perché dedicato a Bonaparte, questo champagne è l’apoteosi dello stile della Maison.

TRA CINEMA E CHARITY

 

Moët & Chandon ha creato una vera tradizione da red carpet, invitando le star ad autografare le migliori bottiglie in occasioni come la notte degli Oscar, i Golden Globes, le anteprime e numerosi festival del cinema (è anche sponsor ufficiale della 70° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia). L’iniziativa Toast for a cause sfrutta proprio queste grandi occasioni: a ogni brindisi di una stella corrisponde una generosa donazione a una causa di charity scelta dal vip. Inoltre, raccoglie le firme dei personaggi su una speciale Golden Matusalem, la più grande bottiglia di champagne esistente, per metterla all’asta donando il ricavato a diverse associazioni benefiche in tutto il mondo.

Il Moët Ice Impérial ha tutt’altra unicità. È il primo champagne nato per essere servito on the rocks: con la sua freschezza e l’aroma di frutti tropicali, può essere personalizzato con foglie di menta, fette di cetriolo, scorza di lime o di pompelmo, semi di cardamomo o frutti rossi. Il Rosé Impérial, di colore rosa vivace, si esprime attraverso note fruttate e gusto esuberante, mentre il Nectar Impérial riflette invece la diversità dei vigneti della regione; è infatti uno sposalizio tra la struttura del Pinot Noir, il corpo del Pinot Meunier e la freschezza dello Chardonnay (con note fruttate tropicali). La collezione Grand Vintage è realizzata solo in annate eccezionali: lo Chef de Cave dichiara vintage un vino dopo un’attenta valutazione del raccolto. Il primo Grand Vintage della casa nel 1842 è stato una risposta alla domanda dei consumatori britannici e americani che chiedevano uno champagne più maturo. Il Grand Vintage Rosé 2004 è l’ultimo dei Millesimati Rosé, risultato della fantastica vendemmia del 2004, stagione particolarmente mite con un mix perfetto di sole e pioggia. Per celebrare l’arrivo del nuovo millennio Moët & Chandon ha creato Esprit du Siècle, una miscela di 11 dei vintage del XX secolo sottoposta a una terza fermentazione in bottiglia e a un ulteriore invecchiamento sui lieviti. Sono state prodotte solo 323 magnum.

MOËT ICE SUMMER ESCAPE TRUNKAMBASCIATORE D’ECCEZIONE
Un baule da viaggio che aprendosi si trasforma in un mobile bar contenente ciò che serve per creare i cocktail estivi. Moët Ice Summer Escape Trunk, luxury mobile bar tailor-made in limited edition, ha al suo interno due mensole di vetro mobili e può contenere sino a 20 bottiglie di champagne, 24 calici, due glassette e tre secchielli per ghiaccio e guarnizioni.