Moscato d'Alessandria

© Jérôme Loubès/ Wikipedia

Da oggi nella lista dei Patrimoni dell’Unesco vi sarà anche un’eccellenza enologica del made in Italy: lo Zibibbo di Pantelleria. Il pregiato vino siciliano, e la sua antica tecnica di produzione della “vite ad alberello”, entrano nel World Heritage List. È la prima volta che un metodo agricolo diventa uno dei beni culturali dell’umanità.

PRIMATO TRICOLORE. L’ingresso nella “Hall of Fame” dell’Unesco è un importante riconoscimento per l’isola siciliana di Pantelleria e per tutta l’Italia. Il nostro Paese, infatti, è l’unico in tutto il mondo ad avere una pratica agricola nella lista del patrimonio dell’umanità.

LO ZIBIBBO DI PANTELLERIA. Il vino “patrimonio dell’umanità” nasce dalle terre dell’ Isola di Pantelleria (Trapani) in cui i fenici introdussero il vitigno Moscato d’Alessandria, originario del Nord Africa.

La varietà di vite è coltivata nei terrazzamenti con il metodo tradizionale della vite ad “alberello”, invece di quello moderno a “cordone speronato”. Il sapore dolce del Zibibbo liquoroso è dovuto all’uva fatta maturare molto a lungo. I grappoli raccolti, prima della pigiatura, vengono lasciati “passire” (asciugare) su graticci di legno, il cui uso risale ai tempi più remoti dell’antichità.