Da oggi i ristoranti italiani all’estero hanno la possibilità di certificare la propria “italianità” e la qualità dei prodotti offerti alla clientela con un bollino DOC.
L’iniziativa promossa da Unioncamere all’interno del progetto “Ospitalità italiana, Ristoranti italiani nel mondo” ha come obiettivo non solo la promozione della cucina italiana nel mondo ma anche la tutela della nostra produzione agroalimentare.
Secondo le ultime stime della Coldiretti il made in Italy in tavola perde ogni anno 50 miliardi di euro a causa della commercializzazione di “tarocchi” che non solo riducono il fatturato della nostra filiera, ma sviliscono la nostra apprezzata tradizione.
E l’iniziativa di Unioncamere va proprio verso questa direzione come spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello “se, con questo progetto, riducessimo di un centesimo il fatturato realizzato con prodotti imitati o contraffatti, recupereremmo al made in Italy 500 milioni di euro”.
L’idea del progetto è maturata sull’esperienza acquisita entro i confini nazionali con il marchio “Ospitalità Italiana”, nato nel 1997 per garantire la qualità del servizio delle aziende turistico-ricettive. L’estensione dell’iniziativa al di fuori dei confini nazionali fa si che “Ristoranti Italiani nel Mondo” diventi presto una realtà in città come Londra, Singapore, Praga, Barcellona, Città del Messico, Caracas, Dubai e Chicago. Il progetto coinvolge, infatti, le Camere di commercio Italiane all’estero di ben 45 diversi Paesi. Obiettivo dell’iniziativa è di certificare entro l’anno almeno 1.000 ristoranti.
Dieci i “comandamenti” che i ristoranti devono rispettare per potersi fregiare del bollino ”Ristorante Italiano”:

  1. nel ristorante deve essere presente almeno una persona che sappia relazionarsi con il pubblico in lingua italiana;
  2. l’ambiente deve contenere uno o più elementi distintivi dell’Italia (quadri, foto, complementi di arredo, design..);
  3. le portate inserite nel menu devono essere scritte anche in corretta lingua italiana;
  4. la percentuale di piatti e ricette della nostra tradizione non può essere inferiore al 50%;
  5. il ristoratore deve fornire la descrizione di almeno cinque ricette del Belpaese presenti nel menu;
  6. la carta dei vini deve contenere almeno il 20% (in ogni caso non meno di cinque tipi) di etichette italiane DOP o IGP;
  7. in sala deve essere disponibile olio extravergine italiano;
  8. il capo cuoco deve essere qualificato (con attestato o provata esperienza) per la preparazione di piatti tipici italiani;
  9. il ristoratore si impegna a valorizzare la cultura delle denominazioni d’origine protetta;
  10. il ristoratore deve fornire un elenco di tutti i prodotti enogastronomici italiani DOP e IGP utilizzati nel ristorante.