Aumento della competitività, della produttività e un richiamo per i migliori talenti sul mercato. Sono i benefici per quelle aziende che hanno messo in atto strategie di lavoro flessibile per i propri dipendenti, almeno secondo quanto emerge da uno studio commissionato da Iwg – il gruppo che controlla Regus – e condotto in modo indipendente in 96 Paesi da MindMetre Research su un campione di 18 mila professionisti.

Con lo smart working dipendenti più produttivi e fedeli all’azienda

L’indagine conferma come lo smart working – salvo rare eccezioni – stia crescendo esponenzialmente a livello internazionale. Si tratta di un fenomeno non solo destinato alle start up: le aziende di maggior successo al mondo – tra cui Etihad Airways, Diesel, Gsk, Mastercard, Microsoft e Oracle – stanno già adottando un approccio allo spazio di lavoro flessibile. A oggi il 70% dei dipendenti lavora almeno un giorno alla settimana in un luogo diverso dall’ufficio. Più della metà, il 53%, lavora da remoto per metà settimana o più, mentre circa l’11% svolge le proprie mansioni fuori dalla sede principale della propria azienda cinque volte a settimana. “Le persone, da Seattle a Singapore, da Londra a Lagos non hanno più necessità di passare la maggior parte del proprio tempo in un determinato ufficio”, commenta Mauro Mordini, Country Manager di Regus Italia. “Siamo entrati nell’era del lavoro flessibile e questa è una sfida entusiasmante non solo per i lavoratori ma anche per le aziende. Il cambiamento è epocale e implicherà anche valutazioni da parte delle aziende per ciò che concerne i loro portafogli immobiliari”.

Il sondaggio Iwg ha rivelato che la nuova modalità di lavorare non solo riduce il tempo del pendolarismo, ma migliora la produttività, fidelizza il personale, aumentandone la soddisfazione e persino la creatività. A questo si aggiungono i vantaggi finanziari e strategici che vengono apportati all’attività.