manager complessità

l manager devono imparare la complessità. Perché nelle aziende moderne quasi mai le decisioni da prendere sono i frutto di un processo lineare, ma sono influenzata dall'ambiente interconnesso in cui ogni impresa si trova oggi a operare. Ecco perché ai dirigenti serve una nuova formazione alla complessità, come sostiene Jacopo Benedetti, Consultant di Newton Management Innovation in un contributo per Il  Sole 24 Ore

I manager vanno a scuola di complessità

Come si può insegnare la complessità ai manager? Non di certo con la formazione tradizionale, intesa come trasmissione di conoscenze. Se non è stata la scuola a farlo - e spesso è così - bisogna dare spazio all'organizzazione sistemica di quanto appreso e allo stimolo di un pensiero critico. Altrimenti si finirà per dare sempre la stessa risposta ai problemi, che è un'"ipersoluzione" secondo la definizione di Paul Watzlawick: «Un modo di affrontare i problemi che, pur essendo fondato sulle migliori intenzioni, finisce sempre con l’avere effetti controproducenti».

Imparare ad avere a che fare con la complessità permette al manager di immaginare vari futuri e altrettante conseguenti opzioni strategiche, ragionando su interconnessioni e processi di rete. «L’adozione di lenti per la complessità è di vitale importanza in un percorso formativo», conclude Benedetti, « come nella gestione di un team in azienda o per leggere diversamente le proprie relazioni in famiglia. In altre parole, ovunque si abbia a che fare con un eco-sistema di relazioni. che opera oggi in azienda è immerso in contesti incerti, non lineari, imprevedibili».