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Quando si lavora come sottoposti, le energie sono concentrate sulla carriera. Ma quando si arriva al vertice e si ricopre il ruolo di capo bisogna impegnarsi per ricoprirlo al meglio. E questo significa anche farsi apprezzare dai propri collaboratori. Ma quali sono, secondo gli esperti, le caratteristiche del perfetto leader? «La ricetta del successo di un grande leader è fatta da quattro capacità fondamentali: capacità di organizzare il buon funzionamento dell’azienda attraverso operations eccellenti; capacità strategica di innovare ed anticipare il mercato ponderando con lucidità le decisioni che portano l’azienda verso il futuro; capacità di pianificare una politica lungimirante delle risorse umane, in grado di determinare lo sviluppo e la selezione/gestione di collaboratori aziendali preparati; capacità di gestire le proprie reazioni emotive, legate al peso della performance dell’azienda», spiega la master coach Marina Osnaghi, che ha affiancato grandi leader aziendali ed imprenditori nel raggiungimento dei propri obiettivi. «Far progredire un’intera organizzazione è un’impresa da titani e i leader ne sentono tutto il peso sulle spalle. Il leader perfetto è chi sa coniugare le varie imperfezioni legate agli aspetti aziendali; e trasformarle in un insieme vincente nonostante tutto; inserendosi nel flusso degli eventi e guidandoli ad hoc. Da tempo ho imparato che molti dei problemi aziendali derivano da processi e procedure non sviluppate, un’imprecisa gestione umana e piani di comunicazione non coordinati e pianificati ad hoc; le persone spesso sono vittime inconsapevoli di una disorganizzazione nei sistemi che dovrebbero sostenere l’operatività e che nella pratica non lo fanno. I leader rischiano di soccombere molto spesso sotto il peso di problemi organizzativi, che mettono in crisi la loro forza innovativa e realizzativa nella fase di implementazione; perché non hanno a disposizione una macchina ben funzionante, in grado di reagire in maniera precisa e fulminea in grado di seguire prontamente nel realizzare le idee del capo visionario. Per non parlare poi delle tematiche di percezione esterna della qualità dei prodotti/servizi, del pricing e del brand aziendale».

Il decalogo per diventare un perfetto leader

Ecco allora dieci semplici regole della master coach Marina Osnaghi per diventare il capo ideale

  1. CONCENTRATI SULL’OTTENERE/ORGANIZZARE OPERATIONS EFFICIENTE – Puoi avere una strategia fantastica, se la macchina che implementa e realizza non funziona bene, tutto naufraga
  2. PENSA A TE E AI TUOI COLLABORATORI - Ogni giorno ritaglia uno spazio per curarti del tuo benessere psico-fisico e per utilizzare il network e la collaborazione globale.
  3. ACCETTA LE TUE EMOZIONI - Considera che la resistenza è una fase naturale del cambiamento e le reazioni emotive una parte necessaria a cambiare veramente. Quando ti senti frustrato/a ed impotente, sappi che parte della sensazione è anche dovuta alla resistenza di chi stai cercando di motivare, non solo da tua personale incapacità
  4. AGGIUSTA LA ROTTA - Tieni conto che nella frenesia operativa le persone perdono di vista i traguardi: il cervello è sì ossessionato dal risultato, ma allo stesso tempo fatica a correlare le azioni utili all’ ottenere il risultato finale.
  5. STABILISCI GLI OBIETTIVI UTILIZZANDO STRUMENTI DI COACHING - Attribuisci target chiari a ogni colloquio o riunione. Ottieni feedback strutturati e armonizzati in un colloquio di motivazione per definire gli obbiettivi. Scegli la persona idonea per l’incarico giusto: chi è tondo non diventa quadrato e viceversa.
  6. INFORMA “A CASCATA” - Struttura un sistema di riunioni coordinate fra loro in modo da far discendere contemporaneamente le informazioni a tutta l’organizzazione e fai in modo che i tuoi facciano lo stesso. Altrimenti le informazioni non arriveranno e diventeranno obsolete prima ancora che giungano ai destinatari principali.
  7. LA DETERMINAZIONE È TUTTO - Potenzia la tua focalizzazione e determinazione sugli obbiettivi, non cedere alle prime difficoltà.
  8. RISOLVI I PROBLEMI, NON CREARLI - Trasforma la fatica del cammino con un attento problem solving strategico che faciliti la vita a te ed ai tuoi collaboratori.
  9. CURA I RAPPORTI CON ATTENZIONE - Non lasciare al caso le relazioni personali, ma dedica loro del tempo agendo a cascata verso l’organizzazione.
  10. CREARE CON SAGGEZZA IL SENSO DI URGENZA - Al terzo feedback senza esito non aspettare: affronta il problema e sottolinea con determinata tranquillità manovre risolutive e conseguenze oggettive e chiare.