L’orario di lavoro non è sincronizzato con il nostro orologio interno

I medici del sonno lo dicono da anni: tutti noi abbiamo esigenze di sonno-veglia diverse e, a seconda del cronotipo a cui apparteniamo, ossia l’orologio interno, possiamo rendere meglio nelle prime ore del mattino, durante il pomeriggio o verso sera. Ora, finalmente, sembra che anche alcune aziende abbiano iniziato a capirlo. Il New York Times, per esempio, ha riportato il caso di una fabbrica di acciaio tedesca, la ben nota ThyssenKrupp, che ha deciso di assegnare i turni in base all’orologio biologico interno degli operai: ebbene, dopo qualche tempo, si è visto che i dipendenti riuscivano a dormire di più e meglio e, di conseguenza, erano più efficienti sul lavoro. L’azienda farmaceutica danese AbbVie, invece, ha adottato un programma di formazione di nove ore che consente a ciascun dipendente di capire in quali momenti è meglio dedicarsi ai progetti più difficili. In questo modo, è più facile organizzare la propria giornata e rispettare una corretta igiene del sonno. E, ancora, la società di web app Basecamp, permette ai dipendenti di lavorare in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo preferiscano: l’importante è che portino a termine i compiti assegnati loro nelle tempistiche stabilite. 

Molte aziende non considerano l’orologio interno dei dipendenti

Del resto, sono ormai innumerevoli le prove che dimostrano il legame fra cronobiologia e performance lavorative. Peccato che queste aziende virtuose siano ancora una rarità. Secondo Céline Vetter, assistente all’Università del Colorado a Boulder e direttrice del laboratorio di epidemiologia circadiana e del sonno dell’università, ben l’80% delle persone ha orari di lavoro che si scontrano con il proprio orologio interno. La pensa allo stesso modo Christopher M. Barnes, professore associato di management presso la Foster School of Business dell’Università di Washington, che ritiene che la maggior parte delle aziende non rispetti il cronotipo dei suoi lavoratori. “Molti dipendenti sono inondati di email da scrivere e a cui rispondere durante tutta la mattinata, che li impegnano fino all’ora di pranzo e tornano dal pranzo che hanno ormai consumato quasi tutto il loro primo picco di concentrazione”. Ma come fare a capire se il proprio orario di lavoro rispetta il proprio orologio interno oppure no? Secondo il New York Times, è semplice: chi al mattino, per svegliarsi e arrivare puntuale al lavoro, deve usare la sveglia, non è sincronizzato con la sua biologia.