Stipendi, ecco le città in cui si prende di più e quelle più “povere”

I lavoratori italiani non hanno di che sorridere: le nostre buste paga, infatti, sono praticamente ferme. Il lieve aumento delle retribuzioni registrato negli ultimi anni è fisiologico: è dovuto, cioè, principalmente a scatti di anzianità e aumenti contrattuali. Ma ci sono alcuni lavoratori più fortunati di altri. Quali? Quelli di Milano. Secondo il Geography Index dell’Osservatorio JobPricing, nel capoluogo lombardo la retribuzione annua lorda (RAL) supera di poco i 34 mila euro, il valore più alto in assoluto in Italia. Al secondo posto, un’altra provincia lombarda: Monza Brianza, che raggiunge i 32,161 euro. Grazie ai suoi 31,946 euro di media, Bolzano conquista la medaglia di bronzo. Considerando il podio, non deve stupire che a livello regionale, la medaglia d’oro spetti alla Lombardia, che raggiunge quasi i 31.700 euro di RAL. Segue il Trentino, che “ruba” la seconda posizione all’Emilia Romagna, ma di pochissimo: in entrambi i territori, gli stipendi si aggirano intorno ai 30.500 euro lordi annui.

Gli stipendi diminuiscono al Centro e al Sud

Mano a mano che ci si allontana dal Nord, gli stipendi degli italiani diminuiscono sensibilmente. Complessivamente, al Sud si registrano RAL di quasi 5 mila euro più bassi: la media si attesta, infatti, sotto i 26 mila euro. La provincia peggiore dal punto di vista delle buste paga? Messina, con i suoi miseri 23.668 euro. A livello regionale, una delle prestazioni più negative si verifica in Calabria: fatto 100 lo stipendio medio italiano, in Calabria si guadagnano 83 euro, contro i 108 della Lombardia.
“Il mercato retributivo, come sempre, è una fotografia molto puntuale dello stato dell’arte del mercato del lavoro e dell’economia, dato che laddove le retribuzioni sono più basse, i tassi di disoccupazione sono più alti e la produttività è più bassa” ha commentato Alessandro Fiorelli, amministratore delegato di JobPricing.