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La reception automatizzata dell'Henn-na Hotel di Nagasaki © t-bone000 

Mancano gli operai? Assumete i robot. Così le aziende giapponesi pensano di far fronte alle difficoltà nella ricerca di manodopera in un Paese sempre più vecchio e con forti barriere all'immigrazione. Così molti gruppi stanno pensando di buttarsi sull'automazione massiccia, come l'Henn-na Hotel di Nagasaki (scopri qui), gestito interamente da automi. Nonostante l'amore per la tecnologia, le aziende nipponiche sono indietro dal punto di vista dell'automazione e stanno cercando di rimediare in fretta con un aumento della spesa aziendale del 9,9%

Se mancano gli operai, in Giappone assumono i robot

A riassumere la situazione sono i dati  della Banca del Giappone: le società con capitale sociale dai 100 milioni a un miliardo di yen (da 750 mila a 7,5 milioni di euro) prevedono di aumentare gli investimenti nell’anno corrente del 17,5%, il livello più alto mai registrato. Volano così i ricavi dei produttori di robot, oltre mezzo secolo dopo l'arrivo sulle televisioni di tutto il mondo di Astro Boy

Per anni l'Occidente ha comprato giocattoli robot dal Giappone, per poi applicare la tecnologia al lavoro. Ora il processo si sta chiudendo con l'arrivo degli automi anche nel mondo della produzione giapponese. Con tassi di natalità bassissimi che hanno portato a un invecchiamento precoce della popolazione, la forza lavoro è diminuita mettendo a rischio il futuro produttivo del Paese. L'immigrazione? Non è la strada, tanto che nel Paese  sono stati accolti appena 28 richiedenti asilo e 27 nel 2015 a fronte di 10 mila richiesta da Nepal, Turchia e Sri Lanka. Anche perché gli stranieri sono visti soprattutto come una potenziale bomba epidemiologica più che come una risorsa. Vi ricorda qualche altro Paese?

 La prima puntata di Astro Boy: