Donne ancora assenti nei CdA. Nonostante gli ottimi risultati delle aziende guidate da rappresentanti del gentil sesso e, nonostante il riconoscimento della necessità di una maggiora presenza femminile nei board, i posti ai vertici delle aziende nel settore privato (il pubblico non fa certo eccezione) sono occupati prevalentemente da uomini. Proprio per agevolare il percorso delle donne che ricoprono posizioni senior e desiderano accedere alla carriera nei board, la società di consulenza Gea lancia un progetto di formazione “Donne nei CdA: Rafforzare le competenze per i ruoli di governance”. Una serie di giornate dedicate alla formazione in rosa, destinate a quante riconoscono in se stesse elevate doti di leadership. Il corso avrà luogo nel mese di maggio presso la sede Gea di Corso Italia, 47 a Milano, per un totale di 6 giornate. I temi trattati nei 12 moduli in cui il progetto formativo è suddiviso spaziano dall’analisi delle competenze richieste dai ruoli di amministrazione, a quella dei processi organizzativi e strategici, con approfondimenti nel campo della negoziazione e dei rapporti con gli investitori e con i media. Inoltre saranno analizzati anche gli aspetti legati alla strategia finanziaria, al risk management e all’ambito legale.

L’iniziativa ricopre un’importanza decisiva se si pensa che - stando alle stime diffuse dalla Direzione generale occupazione, affari sociali e pari opportunità della Commissione europea - nelle più gradi società del Vecchio Continente quotate in borsa, solo il 10% dei CdA è composto da donne. Appena il 3% di queste ricopre il ruolo di presidente. Gli esempi più virtuosi arrivano, come spesso accade in materia di pari opportunità, dai Paesi Scandinavi, seguiti da Spagna, Francia e Grecia. In questa particolare classifica, purtrppo, l’Italia non brilla: nel nostro Paese solo il 3,9% dei rappresentanti nei CdA è donna.

La tendenza a fare degli organi di amministrazione e controllo delle aziende una roccaforte maschile (che in linguaggio tecnico viene definita discriminazione verticale ) purtroppo penalizza le aziende del nostro Paese. Come giustamente rileva Enzo Losito Bellavigna, partner di Gea e responsabile del programma executive: “Una maggiore presenza femminile all’interno delle imprese italiane può tradursi in un miglioramento gestionale, oltre che in una positiva evoluzione sociale”. Infatti Gea, attraverso il lancio dell’iniziativa “Donne nei CdA” si propone di fungere da trampolino di lancio per le rappresentanti del gentil sesso che desiderano convogliare le proprie doti manageriali, creative ed organizzative in una carriera all’interno dei board.