Promozione: non è tutto rose e fiori

Chi non vorrebbe essere promosso e fare carriera? Perlomeno sulla carta, la promozione è l’ambizione di qualsiasi professionista. Eppure, questo sogno potrebbe costare un prezzo davvero troppo caro e nascondere non poche insidie. Secondo una ricerca ripresa in un articolo del The Guardian, il rischio più concreto è il cosiddetto “honeymoon-hangover”: in pratica la conquista di cariche superiori permetterebbe sì di aumentare appagamento e soddisfazione, ma questo effetto potrebbe durare poco ed essere seguito da un periodo di hangovee, ossia di profonda frustrazione. Per questo, prima di spendere energie eccessive per la crescita professionale vale la pena fare alcune riflessioni. Per prima cosa, è bene chiedersi se si è disposti a lavorare per tante, tante ore al giorno. Essere promossi, infatti, significa fermarsi spesso in ufficio oltre l’orario di chiusura e non di rado portarsi il lavoro a casa. Del resto, un ruolo di rilevo prevede un carico più elevato di responsabilità e di compiti.

La promozione susciterà invidie e gelosie

Prima di battersi “all’ultimo sangue” per una promozione, è essenziale anche fare una profonda autocritica. Davvero quel ruolo è adatto alle proprie competenze e alle proprie capacità? In caso contrario, lo scatto di carriera potrebbe procurare non pochi problemi con i colleghi e con i superiori. Infine, bisogna mettere in conto invidie e ritorsioni. Inevitabilmente, qualche invidioso sparlerà e magari si formeranno anche dei gruppi complottistici pronti a contestare puntualmente il lavoro del neopromosso. Occorre, dunque, prevedere un lungo lavoro per rafforzare la propria reputazione e imporre le giuste decisioni per l’azienda e i suoi dipendenti.