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La periodica Business travel survey della società del gruppo Uvet – approfondita durante l’undicesima edizione del BizTravel Forum tenutosi alla Fiera di Milano – parla chiaro: nei primi nove mersi del 2013 le trasferte di lavoro, per le imprese italiane, sono aumentate del 4% rispetto allo stesso periodo del 2012, ma a fronte di un contemporaneo calo del 2% della spesa complessiva. Dunque, si viaggia di più, ma si spende di meno. Merito della liberalizzazione del mercato dei trasporti – dall’ingresso delle compagnie aeree low cost al debutto sulle rotaie del nostro Paese di Ntv – e del conseguente calo dei prezzi dei biglietti (il costo medio del biglietto ferroviario è sceso dell’8% negli ultimi due anni sulle tratte dell’Alta Velocità), ma anche di un’organizzazione più oculata delle trasferte da parte delle aziende in questo momento di crisi prolungata.
Sono i viaggi intercontinentali, cresciuti del 7%, a trainare il settore, segno che le nostre imprese stanno cercando, oggi più di ieri, nuovi sbocchi di mercato. Rimangono invece stabili le trasferte entro i confini europei, ancora in calo – fanno registrare un -3% – quelle in territorio italiano.
Sul fronte dei mezzi di trasporto, il treno non perde affatto terreno, almeno sulla tratta Milano-Roma, dove tra i manager è stato rilevato un +14% negli ultimi due anni, anche se c’è un 53% che continua a preferire l’aereo. Su questo versante, lo scalo aereo di Roma Fiumicino arretra del 2% sui movimenti interni (28% del totale viaggi d'affari), mentre Milano resta leader con il 30,9%. Buone notizie per l’aeroporto di Napoli Capodichino che raggiunge una quota di mercato del 7%, così come per Venezia, Bari e Genova, anch’essi in crescita. Stabili gli scali di Palermo e Catania, che è la quarta meta italiana dei viaggi d'affari, mentre l’unica destinazione a perdere terreno è Torino.

Dubai batte New York
Da quest’anno la bussola delle imprese italiane punta verso Est. Per la prima volta Dubai ha superato, anche se di poco, New York come meta più gettonata per le trasferte di lavoro: ben il 4,4% dei biglietti aerei intercontinentali emessi da gennaio a settembre aveva, infatti, come destinazione l’Emirato Arabo, mentre la Grande Mela si è fermata al 4%, in calo di un punto percentuale rispetto al 2012. Una tendenza che si è fatta sentire sul fronte dei prezzi, facendo scendere quello (medio, ndr) della tratta Milano-Dubai e salire quelli che dal capoluogo meneghino, così come da Roma, portano a New York e viceversa. Per il resto le mete asiatiche sono ancora le meno battute dai businessmen, a parte Shangai e Hong Kong.
In Europa è invece Parigi a farla da padrona, con il 13% del totale dei viaggi d’affari. E se Londra resta stabile, registrano una leggera contrazione le rotte verso Francoforte, Monaco e Bruxelles. Uniche mete in lieve aumento di popolarità nel Vecchio Continente Madrid e Amsterdam.