Parità di genere? Ancora un’utopia. Solo il 17% dei dirigenti è donna

Il mondo del lavoro italiano è tutto fuorché politically correct. La parità di genere, infatti, è ancora una chimera. L’ennesima conferma arriva dalla ricerca “Diversità di genere nel mondo aziendale. Tra gender pay gap e valorizzazione del talento femminile” condotta da EY-AICAS, coinvolgendo 34 realtà industriali e istituzioni finanziarie con più di mezzo milione di dipendenti. Stando all’analisi, è vero che il 42% dei lavoratori di queste imprese appartiene al sesso femminile (il 48% nelle aziende finanziarie), tuttavia quasi sempre le donne occupano posizioni meno prestigiose rispetto agli uomini: solo il 17% dei dirigenti è donna. La percentuale sale leggermente fra i quadri, ma rimane comunque bassa: 32%. Nei consigli di amministrazione la situazione è abbastanza sconfortante: la presenza femminile è del 36% e solo nel 13% dei casi il Presidente non è uomo. E, per finire, nessuna delle aziende coinvolte dalla ricerca ha come Ceo/amministratore delegato una donna.

In futuro ci sarà la parità di genere?

Fra l’altro, le donne riescono a raggiungere i vertici aziendali solo in alcuni settori: essenzialmente nelle aree marketing (dove rappresentano il 43% del totale), nel legale (41%) e nelle risorse umane (31%). Sono, invece, assenti tra i direttori generali e mancano quasi del tutto in ambiti come le operations, il business development, l’IT, l’area finanziaria.
Il pay gap tra uomini e donne è limitato nei ruoli meno qualificati, ossia impiegati (-7%) e quadri (-6%), mentre è più rilevante per i dirigenti (-14%). Ma non tutto è perduto e forse in futuro le cose miglioreranno dal punto di vista della parità di genere: il 42% delle società intervistate, infatti, ha definito politiche specifiche per lo sviluppo della ‘diversity’.