Ocse, i professori italiani guadagnano meno di tutti i colleghi europei

Che gli insegnanti italiani guadagnino poco non è certo una novità. Ora, però, è arrivata l’ennesima conferma ufficiale. Secondo l’ultimo rapporto Osce 2018, infatti, i nostri docenti sono pagati meno di quasi tutti i loro colleghi europei. A tutti i livelli: tanto nell’infanzia e nella primaria, quanto nelle medie inferiori e superiori. Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, per esempio, la media europea a inizio carriera è di 26.032 euro annuali, mentre quella italiana di 24.807 euro, per una differenza di oltre 1.220 euro all’anno. Il gap cresce con il passare del tempo: se in Europa la busta paga a fine carriera è di 41.644 euro, in Italia è di 36.465 euro, ossia oltre 5.100 euro in meno. E le cose non migliorano al salire dei gradi, anzi. All’esordio, i professori di II grado incassano 26.742 euro all’anno se lavorano nel nostro Paese, mentre 29.389 euro se lavorano nell’Ue, pari a una differenza di oltre 2.640 euro all’anno, che diventano oltre 9.200 prima di andare in pensione: a fine carriera, infatti, lo stipendio medio annuale italiano è di 41.800 euro, contro quello europeo di 51.100 euro.

I professori più pagati sono quelli tedeschi

Il divario maggiore è quello che si registra con la Germania. Se un insegnante della scuola primaria tedesco a inizio carriera guadagna mediamente 49.185 euro all’anno e a fine carriera 65.250 euro, un suo pari italiano parte da una base di 24.800 euro, che nel tempo cresce fino a 35.465 euro. Per i professori di primo grado (medie), invece, lo stipendio iniziale è di 55.292 euro nello stato tedesco e di 26.742 euro in Italia, e quello finale di 72.600 euro in Germania e di 40.000 euro in Italia. C’è da dire però che i docenti tedeschi lavorano di più: se in Italia un docente resta in classe dalle 18 alle 22 ore alla settimana a seconda della scuola, in Germania si arriva anche a picchi di 28,5 ore (per i docenti di scuola primaria della Renania).