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Manager e dipendenti vivono su due pianeti diversi? Sì, almeno per quanto riguarda le retribuzioni.

Lo dimostra l’ennesimo studio in merito, focalizzato stavolta sulla City londinese e condotto dal think tank “High pay centre”: i dirigenti delle società inserite nello Ftse 100 della Borsa londinese guadagnano circa 131 volte più dei loro dipendenti. Solo nel 1998 il rapporto era 1 a 47.

«I dati indicano l'aumento incredibile delle remunerazioni dei dirigenti rispetto a quelle della maggior parte dei lavoratori britannici negli ultimi trent’anni», sottolinea lo studio.

Qualche esempio? Alan Clark (birra SabMiller) ha ricevuto nel 2013 8,1 milioni di euro, cioè quanto 360 suoi operai.

Per Richard Cousins (Compass) 6,85 milioni di euro, 418 volte il salario medio di un suo collaboratore. Emerge dunque «un profondo senso di ingiustizia» e la portavoce Deborah Hargraves chiede al governo «misure radicali per costruire un'economia giusta in cui le persone comuni possano crescere».

Si tratta però di dati in linea con quelli degli altri Paesi: Mediobanca ha calcolato il rapporto tra gli stipendi di manager e dipendenti in 84 volte nelle società quotate a Piazza Affari.

Negli Usa invece il divario è anche più ampio: 296 volte, in discesa rispetto al rapporto 1/384 dei primi anni Duemila ma incredibilmente superiore ai soli 20 stipendi “comuni” che componevano il salario di un manager nel 1965.