Largo a STEM e digitale, per gli italiani il futuro sarà automatizzato

Il futuro degli italiani è tutto nel digitale. Il 37% dei nostri connazionali è convinto che la propria mansione sarà automatizzata nei prossimi cinque o dieci anni, contro una media globale del 3%, e il 52% pensa che già ora per le imprese sia difficile trovare candidati con competenze adeguate. Sono alcuni dei dati emersi dall’ultima edizione del Randstad Workmonitor, l’indagine trimestrale sul mondo del lavoro di Randstad, leader mondiale nei servizi per le risorse umane, condotta in 34 Paesi del mondo, secondo cui il 48% degli abitanti della nostra Penisola ritiene che il proprio datore di lavoro abbia una crescente necessità di profili matematico-scientifico-tecnologici. Per quali ragioni? Semplice, perché c’è la convinzione diffusa che per restare competitivi sul mercato del lavoro siano indispensabili le competenze digitali e la conoscenza proprio delle materie STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics). Al punto che il 75% dei lavoratori sceglierebbe  una carriera in ambito digitale e il 72% STEM se fosse giovane. Non solo. Il 71% degli italiani consiglia agli studenti di puntare su una facoltà ingegneristica, matematica, scientifica o tecnologica.

Nonostante tutto, il 69% dei nostri connazionali non è spaventato dall’automazione e si sente in grado di gestire la digitalizzazione del lavoro. Non sono altrettanto fiduciosi, invece, in merito alla risposta di datori di lavoro, manager e imprenditori: il 67% crede che le imprese non investano a sufficienza per sviluppare le competenze digitali del personale