Oltre la metà (il 53%) delle donne italiane considera il lavoro importante quanto la propria vita privata ma il 65% di loro, a oggi, dichiara di non essere soddisfatto della propria carriera, una percentuale che supera quella di numerosi altri Paesi. È solo uno degli aspetti emersi dall’ultimo sondaggio condotto da Alfemminile.com sulle lavoratrici in Italia, una ricerca che mette in luce i pensieri, i problemi e le aspirazioni delle donne sul posto di lavoro.

POCO SPIRITO IMPRENDITORIALE. Da qui a tre anni ben il 50% delle intervistate ammette che vorrebbe trovare un lavoro in cui poter esprimere meglio le proprie competenze, ma solo il 15% si dimostra più ambizioso e determinato a fare carriera, ancor meno (12%) desidererebbe mettersi a lavorare in proprio. Carriera a parte, in generale le donne apprezzano il lavoro che svolgono – piace in generale al 43%, il 13% si dichiara assolutamente soddisfatto – ma più di una su tre (il 36%) non ritiene di percepire uno stipendio adeguato alla mole di lavoro che svolge. Interessante il paragone con l’Inghilterra dove il 57% delle lavoratrici considera la retribuzione congrua alle proprie responsabilità.

QUANTO LAVORI? Alla domanda sull’orario di lavoro, il 39% delle italiane ritiene di lavorare per un giusto numero di ore, ma desidererebbe avere comunque più tempo libero a disposizione. Infine un terzo delle utenti (30%) non ha dubbi e ammette di lavorare troppo. A soffrire di stress sul posto di lavoro è il 55% delle intervistate; tra le cause un eccessivo carico di lavoro (29%), il fatto di essere sempre raggiungibile via mail o sul cellulare (7%), un rapporto complicato con il capo (7%) o con i clienti (13%). Le priorità per le donne italiane sul posto di lavoro

IL PARAGONE CON GLI UOMINI. Nel nostro paese la maggior parte dei capi ufficio sono uomini (74% uomini vs 27% donne). Alla domanda ‘è meglio avere un capo donna oppure uomo?’ il 76% delle utenti ha dichiarato che non è rilevante il sesso del responsabile purché sia competente. Il 45% delle intervistate dichiara inoltre di sentirsi discriminato al lavoro rispetto ai colleghi maschi e di sentirsi svantaggiato in carriera per il solo fatto di essere donna.