In Italia non si assume (anche) perché mancano candidati

Photo by Paul G on Unsplash

In Italia, il livello di disoccupazione è ancora alto. Eppure, ci sono aziende che cercano personale da assumere e non lo trovano. Perché? Semplice: i lavoratori che possiedono le competenze di cui hanno bisogno gli imprenditori sono troppo pochi. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha analizzato i risultati dell’indagine di Unioncamere-Anpal, solo nel Nord-Est le imprese italiane prevedono di assumere nel breve periodo 500 mila dipendenti: ebbene, il 32,8% di questi (circa 151.300) è di difficile reperimento. Il 15,7% per colpa della mancanza di candidati e il 13,8% a causa della scarsa preparazione. Anche le regioni meridionali, comunque, sono alle prese con le stesse difficoltà: al Sud la percentuale media di difficile reperimento è del 27,5%, con punte del 35,7% a Chieti, del 34,4% a Teramo, del 32,5% a Siracusa, del 32,2% a Potenza, del 31,7% a Taranto, del 31,6% a L’Aquila e del 30,6% a Cagliari.

Lavoro: le figure meno reperibili in Italia

Ma quali sono le figure più difficili da trovare? Al Nord i tecnici informatici, gli esperti in marketing, gli addetti alla vendita, i progettisti, gli ingegneri, i cuochi, i camerieri, gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici. Al Sud, invece, è difficoltoso reperire cuochi, camerieri e altre figure dei servizi turistici, specie i conduttori di mezzi di trasporto.