Rispondere a una mail può valere un lavoro. E ora grazie a una nuova funzione proposta da LinkedIn, InMail Analytics, le risposte alle inserzioni assumeranno ancora più valore. Pensata per aiutare i recruiter a migliorare il proprio tasso di risposte ricevute dai candidati ricercati, InMail Analytics (qui la presentazione) permetterà ai manager HR alla ricerca di talenti di capire quale sia il modo migliore per raggiungerli, avendo a disposizione dati come la comparazione tra il proprio tasso attuale di risposte ricevute e i risultati ottenuti in passato o l’evidenza di quale tipo di candidato risponda di più ai messaggi inviati, suddividendo il target per tempo passato nello stesso ruolo, scuola frequentata, aziende alle quali è connesso e altro ancora.

INMAIL ANALYTICS DI LINKEDIN: COME FUNZIONA

Per non parlare poi della possibilità di visionare il rapporto tra il proprio tasso di risposte ricevute e i bechmark di settore ottenuti da altri recruiter con profili simili, della valutazione di quali template preimpostati per i messaggi InMail funzionano di più e dell’opportunità di conoscere le prestazioni ottenute dal proprio team di lavoro. Tutti insight estremamente utili, questi, che permetteranno ai recruiter di personalizzare ancora di più i messaggi inviati ai candidati, rafforzando in questo modo anche la propria credibilità nel momento in cui si approcciano a un professionista per un colloquio e consentendo loro di poter ottimizzare la propria strategia di outreach in corso d’opera al fine di ottenere il migliore risultato possibile.