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Non è vero che lo sport serve per sfogarsi, per rilassarsi, per eliminare tossine. Per molti lo sport è fonte di ispirazione. Anzi, meglio: è una scuola di management. Ogni disciplina, infatti, insegna qualche cosa: concentrazione, aggressività al momento giusto, costanza, focalizzazione sull’obiettivo. Ecco perché molti dirigenti ai libri di teoria preferiscono un campo da calcio, una montagna da scalare o una buca da riempire con la pallina. Esemplare è il caso della famiglia Sagripanti, che controlla il marchio calzaturiero Manas: padre e figlio giocano a bocce da oltre vent’anni e ora lanciano sul mercato una scarpa ad hoc per i gli appassionati. Il presidente della Dottor group, invece, è arrivato a promuovere il team building tra i suoi collaboratori, portandoseli a scalare le Alpi e confessa che è proprio nelle arrampicate più faticose che ha partorito le strategie aziendali di maggior successo. Ecco le storie dei manager che non fanno sport solo per sfogarsi. O eliminare tossine. Ma per imparare a fare meglio il loro lavoro.