9.715.000 euro: a tanto ammontano gli incentivi messi in campo dal progetto Manager to Work per favorire l’inserimento di dirigenti e quadri momentaneamente disoccupati. Frutto dell’impegno di Federmanager e Manageritalia in collaborazione con Italia Lavoro (nonché ai finanziamenti che il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha attinto dal Fondo Sociale Europeo), il progetto è semplice. Le imprese che si avvarranno della collaborazione di dirigenti o quadri disoccupati, con contratto di lavoro da dirigente (a tempo indeterminato, determinato di almeno 24 mesi, a tempo determinato o di collaborazione di almeno 12 mesi) potranno, presentando l’apposita domanda, fruire di un “bonus assunzionale”. Una somma che va 5mila a 28mila euro, a seconda del contratto applicato, delle caratteristiche del manager e della dimensione dell’azienda. Gli incentivi più elevati saranno destinati all’assunzione di manager over 50, di donne, e alle piccole e medie imprese del Sud.

Potranno accedere ai contributi le aziende che hanno una o più sedi operative nel territorio nazionale e abbiano effettuato assunzioni di quadri o dirigenti disoccupati a partire dal 21 maggio 2013 e fino al 31 dicembre 2014. La domanda di ammissione ai contributi dovrà essere presentata online (a partire dal 27 giugno), entro e non oltre 45 giorni dalla data di assunzione del manager.

«Il dibattito sulla crisi di competitività del sistema Italia – ha sottolineato Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro – evidenzia la necessità di intervenire con decisione sul fronte della capacità delle nostre aziende, in particolare delle pmi, di competere sul mercato globale, e in questo ambito è determinante la capacità manageriale, nella consapevolezza inoltre che l’occupazione non possa essere aumentata per decreto, ma solo attraverso un aumento della produttività, della capacità di innovazione del nostro Paese. La crescita richiede di affiancare agli incentivi strumenti che consentano l’acquisizione di nuovi strumenti, la sfida infatti è creare capacità, per permettere l’attivazione degli individui attraverso il lavoro in una società e in un’economia sempre più competitiva e dinamica».

«Le nostre pmi – sottolinea invece dice Guido Carella, presidente Manageritalia – hanno nel 70% dei casi un management fatto solo da familiari, contro meno del 30% di Germania e Francia. Questi incentivi sono l’occasione per invertire questa eccessiva chiusura e cominciare a ampliare presenza, competenza e gestione manageriale. Un provvedimento a favore di tutti e soprattutto della crescita economica e sociale. Infatti, solo da una maggiore professionalità delle nostre medie e grandi imprese e di quelle piccole messe in rete può venire un up grande capace di ridarci in modo strutturale innovazione e competitività».