Con 336 voti a favore, 25 astenuti e nessun voto contrario, la Camera deputati ha approvato definitivamente la nuova legge contro il caporalato, che si compone di 12 articoli. Con questo termine si vuole indicare quella pratica illecita che prevede il reclutamento di lavoratori (spesso immigrati) attraverso realtà collegati alla malavita al fine di sfruttarli. Oltre a lavorare in nero, questi lavoratori sono spesso oggetto di violenze e osservano orari di lavoro estenuanti che vanno dalle 8 alle 12 ore. Il fenomeno è diffuso soprattutto in agricoltura dove le maestranze vengono addirittura stipate su furgoni e portati nei campi. «Lo Stato risponde in maniera netta e unita contro il caporalato con questa nuova legge attesa da almeno cinque anni. Ora abbiamo più strumenti utili per continuare una battaglia che deve essere quotidiana, perché sulla dignità delle persone non si tratta. E l’agricoltura si è messa alla testa di questo cambiamento», ha commentato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.

COSA CAMBIA. Grazie alle nuove disposizioni di legge, da oggi diventano sanzionabili non solo gli intermediari che, grazie ai collegamenti con le realtà criminali, procurano la manodopera, ma anche le stesse aziende che decidono di avvalersene. Tra le sanzioni, sono previste multe da 500 a 1.000 euro per ogni lavoratore reclutato, la confisca dei beni e l’arresto obbligatorio in caso di flagranza di reato. Tuttavia sarà possibile avere una attenuazione della pena se si collabora con le autorità. A vigilare contro il caporalato saranno le stesse amministrazioni statali. Contestualmente verrà anche potenziata la Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, che dovrà controllare e certificare, tramite un bollino, le imprese agricole virtuose. Inoltre, si è deciso di estendere il Fondo anti-tratta anche ai lavoratori oggetto di sfruttamento e caporalato.

LE REAZIONI. Soddisfatti i sindacati: «Finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata», afferma il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Esulta anche la Coldiretti: «Con la legge sul caporalato l’Italia si pone all’avanguardia nella tutela del lavoro nei campi, che va estesa anche ai prodotti importati, che sono ottenuti anche dallo sfruttamento del lavoro minorile che riguarda 100 milioni di bambini secondo l’Organizzazione Internazionale del lavoro (Ilo)»

MA LA GRANDE DISTRIBUZIONE? Tuttavia c’è chi, come Oliviero Forti, responsabile immigrazione di Caritas Italiana, sottolinea il mancato coinvolgimento di un player importante: la grande rete di distribuzione. «Vogliamo capire come funziona il sistema che fissa i prezzi dei prodotti agricoli e che, in troppi casi, spinge imprenditori senza scrupoli a peggiorare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti. Questo non vuole certamente giustificare comportamenti inammissibili, ma è un invito ad alzare la soglia di attenzione anche su questo aspetto del problema».