Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d'Italia

«Dovrebbero esserci più donne nei ruoli decisionali, soprattutto nelle istituzioni pubbliche, perchè sono meno corruttibili rispetto agli uomini». Parola di Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia che in una lectio magistralis all'Università Lumsa di Palermo ha richiamato alle vere quote rose per combattere il malaffare: «Da indagini empiriche le donne risultano tendenzialmente meno soggette al rischio di corruzione». Nel suo discorso, Rossi ha parlato anche di criminalità: «La criminalità organizzata distorce il libero mercato. Si stima che i costi indiretti (ad esempio per assicurazione e sicurezza) e diretti (pizzo) per le imprese del sud siano pari a due volte e mezzo quelli sostenuti dalle imprese centro-settentrionali», spiega il direttore generale di via Nazionale, «la criminalità organizzata oltre a comprimere in generale lo sviluppo economico, ha effetti deleteri su specifici aspetti della vita economica: credito, investimenti esteri, mercato del lavoro».

GRAZIE DRAGHI. Intanto, da uno studio dell'istituto centrale, il qe promosso dalla Bce farà volare gli utili delle banche: 1,7 miliardi per la precisione nel biennio 2015-16. La previsione è contenuta in uno studio della collana "Questioni di economia e finanza" che vece una crescita dei profitti di 300 milioni per quest'anno e 1,4 milioni per i prossimi dodici mesi. «Il margine di interesse si ridurrebbe nel 2015 a causa della diminuzione dei tassi a lungo termine che comporterebbe una discesa dei tassi attivi non compensata da una riduzione della remunerazione dei depositi, già prossima allo zero», recita il test che indaga anche gli effetti sui conti pubblici: «Dal 2016, invece, l'aumento dei volumi di credito indotto dalla crescita economica contribuirebbe all'aumento del margine di interesse».

PIL IN CRESCITA. A proposito del pil, l'impatto per l'anno in corso è stimato in 0,5 punti mentre sarà di 1.4 punti al termine del biennio. L'inflazione dovrebbe a sua volta rispettivamente dello 0,5% e dello 0,7%. Solo con il cambio, l'economia dovrebbe risalire dell'1% e con l'euro debole le esportazioni addirittura del 4%.