Amazon lavoro posti

Amazon fa più male al mondo del lavoro di quanto non ne crei? Da questa domanda è partita l'inchiesta di Qz.com   sull'impatto del colosso dell'ecommerce creato da Jeff Bezos sul mondo del lavoro, in termini di posti di lavoro creati ma anche distrutti in questi anni con la sua concorrenza per certi versi sleale. E senza dimenticare l'impatto dei robot nelle attività logistiche. Un'indagine da leggere con attenzione dopo gli scioperi del Black Friday  e le riflessioni sui ritmi lavorativi all'interno dell'azienda. 

Amazon fa bene o male al mondo del lavoro?

L'impatto di Amazon sul mondo del lavoro è strettamente legato all'automazione, sempre crescente nei suoi magazzini in attesa di portare a compimento il sogno delle consegne con i droni. ​Amazon inoltre ha già aggiunto 55 mila robot quest'anno e il suo tasso di crescita è in crescita La società ha dichiarato di avere 45 milarobot alla fine del 2016, ha aggiunto 35 mila robot entro la fine del primo semestre del 2017 e altri 20 mila nel terzo trimestre. L'inchiesta ne ipotizza altri 20 mila nel quarto trimestre per un totale di 75 mila nuovi robot nel 2017. 

Rubare alle persone per dare lavoro ai robot

Nel 2016 Amazon era l'ottavo datore di lavoro privato negli Stati Uniti alla fine del 2016. E questo già prima di annunciare l'intenzione di costruire una seconda sede statunitense che impiegherà 50 mila dipendenti. «Ma la crescita di Amazon ha un prezzo», scrive Qz.com . «Supponendo che le attuali tendenze del settore continuino fino alla fine dell'anno, il numero di dipendenti nella vendita al dettaglio crolleranno dell'1% anno su anno». Vuol dire che la crescita di Amazon nel 2017 costerà nel corso di quest'anno il posto di lavoro a 170 mila persone. E questi dipendenti perduti da concorrenti e piccoli negozi che non avranno più giro d'affari saranno solo in minima parte coperti dai nuovi posti in Amazon. Al massimo, ci saranno più robot.