In tempi di crisi, con lavori sempre più precari e mal pagati, saper risparmiare in casa può essere un modo intelligente, ecologico e salutare per tagliare le spese, laddove si può farlo senza che la qualità della vita abbia contraccolpi negativi. Che un buono stato delle finanze passi anche per una gestione oculata della casa, lo dice la stessa parola “economia”, che deriva dal greco e significa “legge della casa”.

L’arte giapponese del risparmio: il Kakebo

Se pensate che risparmiare sia una pratica banale, vi sbagliate. In Giappone è proprio un’arte e si chiama Kakebo. In realtà, il nome più che la pratica in sé indica il quaderno nel quale vengono registrate tutte le entrate e soprattutto le uscite. Il primo apparve nel 1904 grazie a un’idea di una signora di nome Motoko Hani. Se non siete esterofili a oltranza, sappiate che potrete trovare consigli preziosi anche solo parlando con una tradizionale casalinga, meglio se di una certa età. Di consigli e trucchi per una efficace “spending review” (anche se la signora, probabilmente, non la chiamerà così) ve ne darà a decine.

Come, o meglio, quando fare la spesa per non spendere troppo

Fatta eccezione per le spese fisse e ineludibili (rata del mutuo, rata dell’auto, bollette, bolli e assicurazioni ecc), la spesa, come dice la parola stessa, è una delle principali voci di spesa ed è quella sulla quale possiamo intervenire immediatamente. Il consiglio è quello di farla il meno possibile, cioè di farne una o due a settimana. Più si entra in un supermarket e più c’è il rischio che nel carrello entrino cose non necessarie. E poi è importante comprare la giusta quantità di quello che serve. Secondo Waste Watcher , ogni italiano butta in media 2,4 kg di cibo al mese. In totale, nel Belpaese buttiamo qualcosa come 8 miliardi di euro di cibo l’anno. Può far la differenza anche il “quando” si fa la spesa: farla con i tempi stretti e contingentati o in prossimità di un pasto, quando si ha anche più fame, non aiuta affatto. Con un po’ di tempo a disposizione, si possono confrontare anche i prezzi di prodotti analoghi nello stesso supermercato e tra supermercati diversi.

Il risparmio solidale

Un altro modo di tagliare le spese è quello di affidarsi, per certi prodotti, principalmente frutta e verdura, ai Gas, cioè i Gruppi di acquisto solidale che effettuano acquisti collettivi direttamente presso coltivatori e produttori. In questo modo ci si può sottrarre ai dictat della grande distribuzione, si può spuntare un prezzo più vantaggioso e si riduce la filiera: buona parte di quello che spendiamo per questi alimenti finisce nelle tasche dell’industria alimentare e della grande distribuzione, non va a contadini e allevatori.

Risparmiare aiutando l’ambiente

Senza arrivare al semi-pauperismo di chi arriva a farsi il sapone per la lavatrice in casa (squagliando un pezzo di sapone di Marsiglia in un litro d’acqua bollente con l’aggiunta di un filo di olio d’oliva), si possono fare tante cose per aiutare il nostro portafoglio a non soffrire di attacchi di panico, aiutando per giunta Madre Natura. Cose quasi ovvie come: non lasciare l’acqua aperta; comprare preferibilmente elettrodomestici di classe A (magari costano di più, ma sprecano meno energia); confrontare le tariffe offerte dai diversi operatori telefonici, magari con l’aiuto di un consulente.