Industria 4.0

Arrivano importanti novità per i finanziamenti del Piano Industria 4.0. La manovra finanziaria 2018 modifica i contenuti del Piano originario per rilanciare e migliorare gli investimenti in tecnologia e stimolare la digitalizzazione del Paese. Come lo definisce il governo, «il Piano nazionale Industria 4.0 è l'occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale».

Il Piano prevede misure concrete in base a tre principali linee guida: operare in una logica di neutralità tecnologica; intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriale e agire su fattori abilitanti. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove.

Finanziamenti industria 4.0: a cosa servono 

Quali sono i principali finanziamenti offerti dal Piano Industria 4.0. Eccoli:

Industria 4.0: le novità nella manovra 2018

Dopo il successo dimostrato dai numeri, la manovra 2018 cambierà leggermente i contenuti dei finanziamenti dell'Industria 4.0 per ammodernarlo e rilanciarlo. I superammortamenti per i macchinari vengono solo marginalmente ritoccati, con aliquota in discesa dal 140 al 130%. Resiste l'iperammortamento al 250%, legato all'acquisto di strumenti per la digitalizzazione. Potenziata invece la "nuova Sabatini" per finanziare gli acquisti di macchinari. Inoltre, entra il nuovo credito d'imposta al 50% per le spese in formazione digitale 4.0.

«Il governo non ridurrà le risorse, saranno ridistribuite spostandone sulla formazione e rimodulando il super-ammortamento», aveva annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, al G7 di Torino. «I problemi sono estremamente complessi, con posizioni differenti in particolare per quanto riguarda l’intelligenza artificiale e il modo di regolarne lo sviluppo».

Quanto vale l'Industria 4.0?

Il mercato dei progetti di Industria 4.0 (tra soluzioni IT, componenti tecnologiche abilitanti su asset produttivi tradizionali e servizi collegati) in Italia nel 2016 vale circa 1,7 miliardi di euro, di cui l’84% realizzato verso imprese italiane e il resto come export, a cui va aggiunto un indotto di circa 300 milioni di euro in progetti “tradizionali” di innovazione digitale. Il mercato dunque è in crescita del 25%, anche se il vero potenziale appare ancora nascosto perché alcune imprese per definire gli investimenti hanno atteso la pubblicazione del Piano Nazionale Industria 4.0 e dei chiarimenti fiscali collegati.

Sono alcuni dei risultati della ricerca dell'Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano presentata al recente convegno Industria 4.0: la grande occasione per l'Italia  , che si è tenuto a Milano presso l'Auditorium di Assolombarda. Per questa ragione, le aspettative sono ancora più forti già per quest'anno: guardando al primo trimestre appena trascorso, le imprese stimano un tasso di crescita del 30% rispetto al 2016 e, se questi numeri saranno confermati a fine anno, in due anni l’Italia avrà quasi raddoppiato gli investimenti per la trasformazione digitale, recuperando il ritardo rispetto alle situazioni internazionali più mature, con il rischio concreto però di un eccesso di domanda rispetto alla capacita` di consegna dei fornitori.

Una partita da 1,7 miliardi

Aumenta il livello di conoscenza su Industria 4.0: su un campione di 241 imprese manifatturiere, solo l'8% dichiara di non conoscere il tema (un anno fa era il 38%), il 41% ha letto articoli online, il 32% ha partecipato ad eventi sull'argomento e il 28% sta valutando di fare qualcosa, mentre un altro 28% ha già avviato l’adozione di soluzioni. Il fervore dello scenario italiano è testimoniato da una media di 3,4 applicazioni già adottate da ciascuna azienda, soprattutto su tecnologie di Industrial IoT e Industrial Analytics, con una situazione in realtà molto differenziata: il 25% delle imprese più attive ha già 5 o piu` applicazioni avviate, mentre l’ultimo 25% ne ha avviata una o nessuna.

Risulta buona anche la conoscenza del Piano Nazionale Industria 4.0 : solo il 16% delle imprese del campione non ne conosce le misure. Tra chi lo conosce, il 52% ha deciso di usufruire del superammortamento al 140% , il 36% dell'iperammortamento al 250%, mentre il 29% utilizzerà il credito di imposta per ricerca e sviluppo, il 7% compirà investimenti in start up. Nel complesso, il 73% delle imprese investirà in beni strumentali, il 61% in beni immateriali, il 43% in dispositivi di Advanced HMI o soluzioni di ergonomia-sicurezza e il 30% in sistemi per l’assicurazione di qualità-sostenibilità