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Sergio Marchionne, n.1 di Fca, ha annunciato il debito zero con il piano industriale 2018-2022 © Scott Olson/Getty Images

Fca a debito zero. L'obiettivo sarà raggiunto con il piano industriale 2018-2022 che Fiat Chrysler presenterà il 1° giugno a Balocco. Lo ha annunciato Sergio Marchionne dal Salone dell'auto di Detroit. E se il traguardo sarà raggiunto prima della fine dell'anno, «a Balocco mi vedrete con la cravatta», scherza il manager. Un altro obiettivo impensabile 14 anni fa, quando l'a.d. prese le redini di Fiat, è la piena occupazione negli stabilimenti italiani, con l'azzeramento della cassa integrazione già a fine anno.

Fca a debito zero

Se a fare rumore è l'annuncio di Fca a debito zero, non stupisce più invece la svolta "verde" di Marchionne. L'a.d. di Fca annuncia la produzione di una Jeep Wrangler ibrida nel 2020. Del resto, «fra sette anni», assicura il manager italo canadese, «metà delle auto sarà ibrida o elettrica». Si completa così la lunga risalita di Fiat, messa a bilancio da General Motors con valore zero, e oggi alla guida di un insieme di azienda 70 mila miliardi di euro. Ecco perché Marchionne può serenamente pensare alla sua uscita nel 2019 per concentrarsi solo su Ferrari

Verso la Borsa

Le ultime manovre guardano alla Borsa, dove Fca sta macinando record (19,6 euro l'ultimo picco) e dove si appresta a completare l'ultima uscita dopo quelle di Cnh Industrial e Ferrari. E il 2018, ha confermato ieri, sarà l’anno dello spin off di Magneti Marelli. «Porterò la proposta al consiglio di amministrazione di febbraio», spiega Marchionne, che aggiunge che l’azienda verrà quotata solo a Milano, anche se avrà sede come le altre del gruppo ad Amsterdam, in Olanda. Un altro passo verso l'autonomia, con tanti saluti ai gruppi Usa che non hanno accettato piani di fusione in questi anni e alle offerte cinesi. «Siamo arrivati alla pari degli altri. A zero debiti rientriamo nella categoria dei sani. Non abbiamo bisogno di nessuno». 

Il piano industriale 2018-2022

Oltre al debito zero, quali saranno i contenuti del piano industriale 2018-2022? «Andrà confermato in maniera ufficiale con il piano. Stiamo cercando di usare gli stabilimenti che abbiamo. Ritengo che il piano che presenteremo a Balocco dovrà per necessità affrontare la conclusione del processo di ristrutturazione industriale in Italia», conclude Marchionne. «L’impegno verso l’Italia è definire questo ciclo di sviluppo di Maserati e Alfa Romeo, dobbiamo completarlo. Non possiamo lasciare l’Alfa così com’è: ha due soli modelli, è un valore incompiuto. Nonostante il successo tecnico, i due marchi non hanno ancora un impegno finanziario e commerciale per stabilire un impatto a livello internazionale: questo è un lavoro che bisogna continuare, e hanno bisogno anche di altri prodotti».