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Esselunga fa le prove di futuro. La famiglia Caprotti prepara un bond da 900 milioni di euro - ma con possibilità di arrivare fino a un miliardo - per finanziare il riassetto del gruppo dopo l'intesa tra gli eredi. Destinato a investitori istituzionali (fondi, banche, assicurazioni sui mercati internazionali), si tratta del primo bond di questo tipo e di uno dei più grandi mai collocati in Europa. Le banche coordinatrici dell’offerta sono Citi, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Unicredit che lo promuoveranno la prossima settimana a Milano, Parigi, Londra e New York. 

Esselunga fa le prove di futuro

Qual è l'obiettivo di un'operazione così complessa? Sostituire due terzi degli 1,5 miliardi di prestito contratto a luglio dalla società di cui è vice presidente Marina Caprotti per liberarsi dell'altra metà degli eredi del fondatore Bernardo Caprotti. Per chiudere anni di dissidi famigliari, si era raggiunto un accordo basato sulle quote di Villata partecipazioni, la cassaforte immobiliare che contiene i dei 154 store Esselunga. Marina e la madre Giuliana hanno acquisito il 45% di Villata dai fratelli Violetta e Giuseppe Caprotti, figli del primo matrimonio del patron lombardo, che hanno ceduto anche il 22,5% delle quote di Esselunga Il gruppo ha poi preso il controllo di due terzi dell'immobiliare,  mentre il 32,5% è rimasto sotto il controllo diretto di Giuliana e Marina. Esselunga sarà così un gruppo integrato anche sul fronte immobiliare e riceverà i flussi costanti che provengono dagli affitti degli store. 

 Violetta e Giuseppe rimarranno come soci minoritari e non avranno posto nel board, finché usciranno definitivamente con la quotazione in Borsa che sarà realizzata in un biennio, contravvenendo alle ultime volontà di Caprotti che aveva chiesto agli eredi di vendere Esselunga.