Bernardo Caprotti, fondatore di Esselunga

Esselunga andrà in Borsa per evitare scalate. Lo hanno deciso tutti insieme gli eredi di Bernardo Caprotti firmando un accordo quadro che fissa in due anni i termini per completare il percorso di quotazione. Proprio le liti tra i due rami della famiglia mettevano a rischio il gruppo, esponendolo a scalate come quella tentata dal colosso cinese Yeda che aveva offerto 7,5 miliardi di euro per la catena.

ESSELUNGA VA IN BORSA, ACCORDO TRA GLI EREDI

Come funzionerà l'accordo? Esselunga grazie a un finanziamento di Citi comprerà a debito la quota del 45% che Violetta e Giuseppe - i figli di primo letto di Caprotti - hanno nell’immobiliare del gruppo, Villata. I due però usciranno dal gruppo solo al momento della quotazione a Piazza Affari. Esselunga comprerà anche il 22,5% delle azioni di Villata in mano alla vedova del fondatore, Giuliana Albera, e alla figlia Marina Sylvia, oggi alla guida dell'azienda.

Completata l'unione tra i due rami di attività, Esselunga si fonderà con la cassaforte di famiglia Supermarket italiani. La nuova compagine vedrà gli eredi tutti insieme: Giuliana e Marina, ovviamente, più Violetta e Giuseppe che accetteranno l’eredità legittima (30% in tutto) chiudendo anche le contestazioni sul testamento di Bernardo Caprotti.