Un’avanzata tecnologia nanostrutturale, cioè basata su materiali delle dimensioni di pochi atomi, ha permesso agli scienziati della Nanyang Technological Univeristy (NTU), in collaborazione con l’A*Star Institute of Microtechnology, di mettere a punto un nuovo tipo di cellule in silicone per la produzione di energia fotoelettrica. Le cellule prodotte dal team NTU-A*Star permettono di ovviare a quello che rimane il principale ostacolo alla produzione in massa di energia solare, cioè i costi estremamente elevati per la produzione di cellule altamente efficienti, realizzate con silicone cristallino di alta qualità. Applicando uno strato di materiale nanotecnologico, spesso meno di un millesimo di un capello umano, è possibile sostituire il costoso silicone tradizionale con materiali più economici, riducendo i costi produttivi fino al 50%. I materiali sviluppati dagli scienzati singaporiani permettono quindi di usare silicone che è amorfo e fino a 100 volte meno spesso di quello tradizionale, indirizzando così i costi materiali, senza però intaccarne la PCE (Power Conversion Efficiency), che rimarrebbe pari a 34,3mA per cm2 (un record mondiale per questo tipo di cellule solari). “Oggi il Mondo deve affrontare diverse sfide, dalla diminuzione dei carburanti fossili alla crescente carbon footprint” spiega il Professor Cheng Tee Hiang, Chair of the School of Electrical and Electronic Engineering presso NTU, “il nostro obiettivo è di sviluppare la prossima generazione di cellule solari per renderle sempre meno costose e più facili da produrre, permettendo così all’energia solare di giocare un ruolo sempre più importante come forma di energia rinnovabile”.