Proteste in tutta Europa contro il Cop21, da Londra a Parigi fino a Berlino (foto ) © Getty Images

La conferenza dell’Onu sul clima Cop21, che si terrà a Parigi fino al 13 dicembre, si apre tra disordini e scene di guerriglia urbana. Nonostante il divieto di organizzare cortei, in Francia il collettivo chiamato “AntiCop21” ha protestato in modo tutt’altro che pacifico. Proprio a Place de la République, dove si era dato vita a un memoriale spontaneo in onore delle vittime, i manifestanti hanno infatti iniziato prima a lanciare sassi e molotov, per poi usare gli stessi simboli funebri (candele, vasi, fiori) come proiettili da scagliare contro le forze dell’ordine. Tra gli slogan più urlati: «Stato d'emergenza, stato di polizia, non ci togliete il diritto di manifestare».

Le autorità hanno fermato 289 persone, di cui 174 hanno trascorso la notte in cella. «È uno scandalo: la protesta è avvenuta proprio dove c'erano candele, fiori e altri ricordi in memoria delle vittime degli attentati», ha commentato il premier francese François Hollande. «Sapevamo che si erano infiltrati elementi perturbatori, che peraltro non hanno niente a che vedere con i difensori dell’ambiente o con coloro che sperano nel successo della conferenza sul clima».

I LAVORI. La conferenza mondiale dell’Onu porterà a Parigi i leader di 195 Paesi. Tra i presenti, spiccano i capi di stato cinese Xi Jinping e l'indiano Narendra Modi; il premier russo Vladimir Putin; il presidente degli Usa Barack Obama, mentre per l’Italia parteciperanno sia il premier Matteo Renzi, sia il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti. La sfida è di far fronte, concretamente, all’emergenza climatica, siglando un accordo che Hollande auspica sia «vincolante: altrimenti non è credibile».

Stando a quanto emerge, ogni Stato sarà chiamato a fissare i propri limiti di emissione, per poi concordare, tutti insieme, un piano per risarcire i Paesi in via di sviluppo, principali vittime degli abusi ecologici. Il piano dovrebbe essere del valore di 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020. Dal canto suo, Obama si definisce «ottimista» e su Facebook scrive: «Sono ottimista su ciò che potremo raggiungere, perché ho già visto l'America fare incredibili progressi negli scorsi sette anni. Il summit è anche una occasione per essere solidali con il nostro più antico alleato, solo due settimane dopo i barbarici attacchi laggiù, e di riaffermare il nostro impegno per proteggere il nostro popolo e il nostro stile di vita dalle minacce terroristiche».