Il ghiacciaio del Kilimanjiaro, monte più alto dell’Africa, a rischio per il riscaldamento globale

L'industria al servizio del clima. Per la prima volta, 79 realtà multinazionali, operanti in 150 Paesi diversi, si sono detti disponibili per trovare insieme ai governi un accordo vincolante e universale sul clima. Si tratta di colossi industriali, il cui fatturato complessivo raggiunge 2 mila miliardi e 100 milioni di dollari: praticamente, il pil dell’India. Tra i soggetti coinvolti: Ikea, Nestlè, Microsoft, Pepsi, Allianz, Deutsche Telecom, Toshiba e l’italiana Enel.

I PUNTI DELL’ACCORDO. In vista della prossima conferenza mondiale Onu sul clima, prevista per il 30 novembre a Parigi, queste 79 multinazionali hanno sottoscritto una lettera aperta, impegnandosi a ridurre le emissioni inquinanti e i consumi energetici. Non solo. Ciascuno annuncia che diventerà ambasciatore nel mondo per la salvaguardia del pianeta dai cambiamenti climatici.

Entusiasta Christiana Figueres, dal 2010 segretario esecutivo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici: «Le azioni per salvaguardare il pianeta dai cambiamenti climatici rappresentano una enorme opportunità anche dal punto di vista economico. Si tratta di una nuova rivoluzione industriale che garantirà nuovo sviluppo e lavoro per i prossimi decenni».