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«Resta poco tempo, siamo vicini al punto di non ritorno»: non lascia margini di dubbio il rapporto del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) presentato all’Onu, che Ban Ki-moon, segretario generale dell'Onu, non esita a definire come «la valutazione più completa del cambiamento climatico mai fatti».

Stando ai dati, le concentrazioni di gas serra presenti nell’atmosfera hanno raggiunto livelli record, tanto che per avere cifre simili bisogna andare indietro di oltre 800 mila anni. Da qui, il monito: occorre ridurre le emissioni mondiali di gas serra dal 40% al 70% entro il 2050, per poi azzerarle del tutto nel 2100.

FATTORE UMANO? «Dobbiamo agire ora per ridurre le emissioni di CO2 ed evitare un peggioramento del clima, che si riscalda a una velocità senza precedenti», incalza Ban Ki-moon. Ed è difficile dargli torto: sempre stando al rapporto Ipcc, la temperatura media della superficie della Terra e degli Oceani è aumentata di 0,85°C tra il 1880 e il 2012.Un incremento che ci porta pericolosamente vicino alla soglia di 2°C, superata la quale le conseguenze per il Pianeta sarebbero catastrofiche e irrecuperabili.

E la causa di tutto questo, al 95%, sarebbero proprio i gas serra dovuto a combustione di carboni fossili e ladeforestazione. «Quelli che decidono di ignorare o di contestare i dati chiaramente esposti in questo rapporto, mettono in pericolo noi, i nostri figli e i nostri nipoti», commenta il segretario di Stato Usa John Kerry. «Più restiamo bloccati sui questioni ideologiche e politiche, più i costi dell'inazione aumentano».