Top manager: il 68% è sui social. Ecco i più seguiti

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Il punto di vista dei top manager? Lo si trova sui social network. Sono sempre di più gli executive che hanno deciso di andare oltre la semplice creazione di un account su Facebook, LinkedIn o Twitter, iniziando a utilizzare attivamente le piattaforme di nuova generazione. Una scelta consapevole, che va ben oltre la semplice curiosità o la conseguenza di un anno di pandemia in cui il digitale l’ha fatta da padrone. È quanto emerge da un’indagine realizzata da Reputation Manager sul rapporto tra i top manager delle principali aziende italiane e i social network.

Sulla base degli oltre 150 profili attivi analizzati dalla società di ingegneria reputazionale, quasi 7 manager su 10 sono oggi presenti sui social (il 68%). Durante il 2020 i top manager in Italia hanno rafforzato la propria presenza web e quella social: chi non c’era, ha aperto un profilo, mentre chi era già presente ha aumentato la frequenza di pubblicazione di post al fine di mantenere un dialogo con i propri stakeholder. Non solo: spesso, i top manager hanno arricchito la propria attività social con video in diretta, webinar e con il racconto delle iniziative benefiche messe in campo per combattere il Covid-19.

Top manager e social network: il 21% su Instagram, LinkedIn il più utilizzato

Il social media più utilizzato è LinkedIn, scelto dal 60% dei top manager (+10%). Seguono Twitter, con il 29%, (+5%) e Facebook con il 18% (+7%). Il social che cresce di più è Instagram: nell’ultimo anno, i manager che utilizzano la piattaforma sono diventati il 21% del totale (+13% rispetto al 2019). “L’evoluzione del comportamento di Ceo e top executive sui social network è parte di un processo di trasformazione che investe il significato stesso di leadership in questi anni, non solo voce guida dell’azienda e nel settore in cui operano, ma anche nello sviluppo economico del Paese fino ai grandi temi sociali come i diritti umani, la sostenibilità, l’innovazione, lasciati troppo spesso ai margini da politica e istituzioni”, spiega Andrea Barchiesi, fondatore e Ceo di Reputation Manager, “La logica del mero profitto lascia spazio a una vision più ampia, trasformandosi in quello che già da tempo oltreoceano viene definito ceo activism , dove il manager esprime le sue posizioni, anche politiche.  I social, con la tipica disintermediazione che li caratterizza, sono lo strumento migliore per questa nuova narrazione ed è in quest’ottica che bisogna guardare con attenzione al passaggio dai contesti più tipicamente professionali come LinkedIn a quelli apparentemente più lontani, come Instagram, che nell’ultimo anno ha registrato la crescita maggiore di manager e imprenditori tra i suoi utenti. Un fenomeno di crescente importanza che monitoreremo periodicamente attraverso il nostro osservatorio”.