Italiani inseparabili dallo smartphone

Foto di Anastasia Gepp da Pixabay

In tasca, nella borsa o nello zaino, lo smartphone è un oggetto che ormai ci accompagna durante tutta la giornata e a cui, la maggior parte di noi, non può più rinunciare tanto che, quasi 1 italiano adulto su 2, ovvero circa 19,5 milioni di persone, ha dichiarato di utilizzarlo anche a letto. Accendere il cellulare, insomma, è la prima cosa che molti fanno quando aprono gli occhi e spegnerlo l’ultima prima di dormire. Persino nel luogo che teoricamente dovrebbe essere quello della privacy più assoluta, il bagno, il telefono non ci abbandona: sono ben 11 milioni gli italiani che non si staccano dallo smartphone nemmeno in questo caso. Forse non si dovrebbe, ma sono tanti pure coloro che hanno ammesso di usare il dispositivo mentre sono al lavoro: a dichiararlo il 20% del campione, percentuale corrispondente a 8,7 milioni di individui. Inoltre, è un atteggiamento poco educato, ma sono quasi 2 milioni (4,6%) coloro che hanno ammesso di usare lo smartphone a tavola, percentuale che quasi raddoppia nella fascia di età 35-44 anni (8,5%). Non stupisce, infine, come molti utilizzino il cellulare anche in macchina, sostituendo così il classico navigatore; ad usarlo per questo scopo da sono più di 8,3 milioni di persone. Sono solo alcuni dei risultati dell’indagine commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale.

Tutti temono di perderlo, ma pochi fanno il backup dei dati

Sebbene la paura più diffusa legata al cellulare sia quella di perderlo e con esso i contenuti privati al suo interno, indicata da più di 19,7 milioni di rispondenti (45,2%), un dato interessante è che 2,7 milioni di italiani (6,2%) sono preoccupati che il partner o i genitori possano accedere di nascosto ai contenuti presenti sul dispositivo. I più timorosi nel lasciare che il proprio compagno/compagna guardi di nascosto il cellulare sono coloro che hanno un’età compresa tra i 45 e i 54 anni, dove la percentuale quasi raddoppia rispetto alla media nazionale (8,5% vs 4,8% Italia). I giovani appartenenti alla fascia anagrafica 18-24 anni, invece, si sono rivelati i più preoccupati nel far curiosare i genitori: rispetto ad un valore italiano del 2,3%, qui la percentuale raggiunge addirittura l’8,2%.

Guardando poi ai comportamenti errati adottati da coloro che possiedono uno smartphone, più di 1 intervistato su 5 (9,6 milioni) ha ammesso di non effettuare mai il backup dei dati, mentre 8,5 milioni hanno dichiarato di aver impostato un PIN molto comune o di non averlo affatto
Addirittura più di 3 milioni di persone (7,2%) hanno memorizzato il PIN della carta di credito o della SIM direttamente nella rubrica del cellulare, comportamento che può essere molto pericoloso nel caso in cui il dispositivo venga perso o rubato. La percentuale arriva addirittura fino all’11,2% tra coloro che hanno un’età compresa fra 18 e 24 anni.

Per cosa si usa lo smartphone?

Al netto del telefonare e del mandare messaggi, che si posizionano in cima alla lista, più di 21,8 milioni di individui (50% del campione intervistato), ammettono di usarlo per i social network, mentre più di 20,7 milioni (47,6%) lo utilizzano per fare fotografie
Non sorprende scoprire, inoltre, come al giorno d’oggi lo smartphone venga frequentemente usato anche come fonte di informazione; che sia attraverso i social network o siti specializzati, 33,9 milioni di persone (77,9%) hanno dichiarato di informarsi proprio tramite il cellulare. Questo particolare utilizzo è aumentato moltissimo durante l’anno di pandemia, tanto è vero che più di 6 rispondenti su 10 (64,5%), pari a più di 28 milioni di persone, hanno ammesso di aver incrementato l’uso del device proprio per informarsi. 
Quasi 14 milioni (31,9%), infine, gli italiani che hanno indicato la gestione delle finanze personali come uno dei motivi per cui viene maggiormente utilizzato il cellulare, a dimostrazione di come molte delle attività che prima venivano fatte in presenza oggi possono essere effettuate anche a distanza.