Prysmian: l’Academy compie 10 anni

Fabrizio Rutschmann ha iniziato la sua carriera nel gruppo Electrolux, dove ha rivestito diverse posizioni nel settore risorse umane prima di diventare direttore HR di una delle sette banche Unicredit. Entrato a far parte del gruppo Pirelli nel 1999 come Human Resources Manager per la divisione italiana della business unit Tyre, è stato nominato Chief HR Officer di Pirelli nel 2006. È Chief HR and Organization Officer del gruppo Prysmian da giugno 2010

Nata nel 2012 anche grazie a un accordo con Sda Bocconi e sulla spinta dell’integrazione con il gruppo Draka, acquisito nel 2011, la Prysmian Group Academy spegne quest’anno le sue prime dieci candeline. In due lustri ne è passata di acqua sotto i ponti: da un lato Prysmian è cresciuta ancora grazie all’acquisizione di General Cable del 2018, affermandosi come leader di settore, dall’altro la stessa Academy si è evoluta, arrivando a raggruppare tutte le iniziative formative aziendali in un unico progetto che riunisce quattro diverse scuole: la Business School per le iniziative di management e leadership rivolte ai talenti di ogni livello organizzativo; la Professional School, per lo sviluppo e consolidamento di know how e competenze tecniche, presso la quale sono presenti tante Academy quante sono le diverse funzioni aziendali; la Digital School, cresciuta in modo esponenziale negli ultimi due anni e, infine, le Local Schools, che rispondono alle necessità di training specifiche delle differenti Regioni del gruppo. «Un’architettura complessa», spiega Fabrizio Rutschmann, Chief HR and Organization Officer, «sviluppata nel corso degli anni con l’intento di costruire un’offerta formativa in grado di seguire costantemente ogni dipendente nel corso della sua vita in Prysmian».

Dopo dieci anni, che bilancio è possibile stilare dell’iniziativa?
Assolutamente positivo… In un decennio il gruppo ha più che triplicato la sua dimensione attraverso due acquisizioni importanti e l’Academy ha svolto un ruolo chiave nei processi di post-merger integration , cioè nel rendere parte dello stesso progetto persone che fino al giorno prima erano concorrenti. Aver investito su di loro perché capissero che impresa siamo, la strategia e gli obiettivi del gruppo e il tipo di accoglienza che volevamo offrire è stato fondamentale nell’accelerare questi processi e nel garantire il successo delle acquisizioni. Sono molto soddisfatto anche dei risultati raggiunti in termini di circolazione interna del know how: la Professional School si basa su docenti interni, facilitando così il trasferimento di competenze ed esperienza dai senior alle figure più giovani. Dopodiché l’Academy è una realtà che per stare al passo con i tempi dovrà evolvere, perciò è probabile che nei prossimi cinque-dieci anni i suoi programmi cambieranno per rispondere alle strategie del gruppo. Se hai piani di crescita è indispensabile investire nelle risorse umane in funzione dei tuoi obiettivi e in questo senso la formazione è fondamentale. Perché le imprese siano sostenibili non bastano impianti e tecnologie, a fare la differenza sono le persone, le loro competenze, la qualità delle loro motivazioni, la loro conoscenza degli obiettivi da raggiungere e l’allineamento intorno alla strategia. 

Quindi, l’Academy si basa su docenti in parte interni e in parte esterni?
Esatto, è un mix in cui la faculty  esterna è fortemente focalizzata sul nostro business case. È fondamentale che i nostri partner conoscano la società e si prestino a un forte lavoro di squadra come avvenuto in questi anni con Sda Bocconi, ma anche con altri partner internazionali, perché in quanto multinazionale dobbiamo avere “fornitori” che ci conoscano e che siano anche in grado di relazionarsi con la diversità culturale che ci contraddistingue. Sono lieto di poter dire che la collaborazione con Sda Bocconi ha dato vita a una sorta di osmosi a doppio senso, in cui noi abbiamo imparato molto da loro, ma anche loro hanno approfondito con noi dinamiche di business e management che hanno arricchito la loro proposta. 

Prysmian Group-headquarter-Milan

Un’immagine dell’headquarter Prysmian a Milano, dove si trovano alcune delle aule destinate alla formazione. Il gruppo ha inoltre un’Academy del Manufaturing nella fabbrica di Mudanya, in Turchia, e un’Academy di Ricerca e Sviluppo a Lexington, negli Stati Uniti

Quali sono i vantaggi di affidare la formazione a un ente interno?
Il primo aspetto decisivo è che puoi disegnare la strategia dell’offerta formativa sulla base delle tue esigenze, customizzandola al 100%. In più, riunire in aula (reale o virtuale) solo dipendenti Prysmian rinforza il networking . Aggiungo poi che l’Academy si è rivelata decisiva anche sul fronte dell’employer branding : acquisire persone di talento sul mercato del lavoro non è semplice, la concorrenza è forte e, in questo senso, dimostrare di essere un’impresa che si preoccupa dello sviluppo dei suoi collaboratori fa la differenza. Anche per chi è già assunto si tratta di un importante strumento di engagement, retention  e reward . Oltre che per le tematiche tecniche, negli ultimi tempi abbiamo iniziato a identificare docenti interni anche per le cosiddette soft skill , e questo impegno è per loro un elemento di visibilità che ha generato entusiasmo. 

Si parla da tempo di mismatch  tra le competenze fornite dal mondo accademico e quelle necessarie in azienda. Problema aggravatosi con la digital transformation . Quali sono le figure più difficili da reperire e come si può superare questo scoglio?
In un’estrema sintesi, direi che oggi lo shortage  maggiore si registra sulle competenze tecniche al femminile. E con questo non mi riferisco solo agli ingegneri, quindi a un livello education  più avanzato, ma anche a quelli che una volta chiamavamo periti. Credo che gli Istituti tecnici superiori sviluppati dal ministero dell’Istruzione, ossia delle scuole di specializzazione post-diploma alternative alla laurea siano un’iniziativa che va nella giusta direzione, perché l’industria ha fortemente bisogno di questi profili, soprattutto al femminile. Ora per fortuna le cose stanno cambiando, ma per tradizione le ragazze sono state a lungo poco orientate verso le materie tecnico-scientifiche. Ne vorremmo molte di più in azienda, ma facciamo davvero fatica a trovarle e questo vale anche a livello internazionale.

Come avete dovuto riorganizzare le attività dell’Academy durante la pandemia?
Non ci siamo mai fermati e non è stato semplice, perché eravamo ancora in fase di post-merge  con General Cable, quindi avevamo un calendario di formazione che in ottica di integration  era interamente organizzato in presenza. Non solo nelle aule del nostro headquarter di Milano, ma anche presso l’Academy del Manufacturing che abbiamo nella nostra fabbrica di Mudanya, in Turchia, specializzata nei training sulla produzione, e nell’Academy di Ricerca e Sviluppo di Lexington, negli Stati Uniti. Spostare tutto in tempi rapidi su una piattaforma digitale ha richiesto uno sforzo notevole, perché tra le altre cose abbiamo dovuto anche fornire un supporto ai docenti interni affinché digitalizzassero i loro materiali didattici e imparassero a fare lezione online. Per esempio, abbiamo dovuto dimezzare la durata delle lezioni, perché una giornata intera di formazione si può fare in presenza, ma risulta insostenibile da remoto. Questo ha significato concentrare in mezz’ora contenuti che prima venivano trattati in un’ora. Non è un cambiamento banale per chi deve approfondire argomenti tecnici.

A proposito di questa intervista 

Questa intervista è tratta da Formazione permanente , inserto di Business People  dedicato al life long learning . Puoi leggere l'inserto sul numero di maggio 2022 o in versione digitale (iOs e Android)

Quanto di questo lavoro di “digitalizzazione” continuerà a far parte della Prysmian Group Academy?
Non credo in un futuro digitale al 100%, e appena possibile torneremo a organizzare iniziative in presenza. Immagino un programma blended , che unisca formazione in aula e digitale, sia in forma sincrona sia asincrona. Inoltre, di fronte al proliferare di offerte formative online, spesso disponibili anche gratuitamente al di fuori della nostra piattaforma, il nostro ruolo sarà quello di operare una selezione, lasciando sì ai dipendenti la possibilità di personalizzare il proprio percorso, ma operando da “ottimizzatori” indirizzandoli verso proposte davvero utili.

La pandemia ha anche accelerato la diffusione dello smart working e portato una maggiore richiesta di flessibilità. State formando i vostri collaboratori anche per affrontare questi cambiamenti?
Certo, abbiamo già una policy  post pandemica che prevede una formula ibrida con la possibilità di lavorare un terzo del tempo da remoto, stiamo quindi cercando di rendere più efficace la collaborazione tra chi si trova in azienda e chi è in smart working. D’altra parte, chi come noi lavora per un organismo internazionale era abituato a viaggiare molto e a collegarsi via telefono o computer durante le trasferte.

Quali progetti avete per il futuro dell’Academy?
L’anno scorso l’azienda ha ufficializzato il suo set di kpi da raggiungere entro il 2030 sui temi di responsabilità sociale, che comprendono anche la formazione. La nostra ambizione è conquistare il target di 40 ore di formazione pro capite. Considerando che abbiamo chiuso il 2021 a quota 27 ore, tra formazione tradizionale e on the job , ci stiamo dando da fare per incrementare anno dopo anno i progetti e le persone coinvolte, oltre alla qualità della proposta. 

I NUMERI DELLA PRYSMIAN GROUP ACADEMY
Prysmian Group
Nel 2021 la Business School dell’Academy di casa Prysmian ha offerto 3.800 ore di formazione coinvolgendo circa 200 persone e l’obiettivo per il 2022 è incrementare entrambi i kpi all’incirca del 40%. Sul fronte della Professional School, sempre lo scorso anno, le ore di training sono state 8 mila e hanno interessato poco meno di 550 dipendenti. In questo caso l’obiettivo per l’anno in corso è un incremento del 20%. Come prevedibile, il periodo pandemico ha visto un’impennata della proposta della Digital School, che nel 2021 ha superato le 26 mila ore di formazione contro le 3.700 del 2020, raggiungendo 6.300 persone. Per il 2022 la crescita prevista è del 10-20%.